Rivelazioni sulle arti sartoriali del ‘700, la mostra

di Giulia Garfì – L’Archivio di stato della città di Siracusa, in collaborazione con l’associazione culturale Sikillia, ha allestito al suo interno la mostra “Carte e colori nell’Archivio di Stato di Siracusa” che racconta ai visitatori attraverso una documentazione, tratta dal fondo notarile, il modo di vestire, i tessuti, i decori, i gioielli, i ricami e le arti sartoriali del ‘700.

Oltre ad essere un centro di raccolta di documentazioni storiche, pubbliche e private, legali e non, l’Archivio è anche un luogo in cui le nuove generazioni ,possono attingere per accrescere la loro cultura generale e magari trovare nuove ispirazioni dal passato e anche dalla moda.

Una mostra piena di documentazioni, inventari di negozi tessili, elenchi di mercerie molto dettagliate, doti di famiglie conosciute nella storia di Siracusa, ma non solo.

I Volumi più antichi sono disposti all’interno teche di vetro e a fianco vi sono invece quelli restaurati, in modo tale che il visitatore curioso possa sfogliare e leggere in totale autonomia.

Caratteristica singolare che il lettore nota è la scrittura, elegante totalmente in corsivo, sia in latino che in dialetto siciliano, il tutto accompagnato da una varietà di abiti di foggia nobile del ‘700 originali e opere in stile sempre settecentesco creati dal’ I.I.S.S Antonello Gagini che arricchiscono l’esposizione

La mostra offre non solo la possibilità di conoscere gli usi e costumi, documenti amministrativi ma anche il linguaggio di quei tempi e termini dialettali utilizzati per indicare gli indumenti come ad esempio i “piumazzi” erano i cuscini ,”fridine” le fodere, “Giamberga” la giacca da uomo, la “giamberghina” la giacca più corta e senza maniche tipo gilet.

Costumi, usi, linguaggio aspetti che troviamo nella nostra storia nel nostro passato in bella Mostra per dare testimonianza e non dimenticare, poiché da questo possono derivare un futuro e una conoscenza accurata piena di curiosità e riempire il nostro bagaglio culturale perché la cultura e la conoscenza sono solo un arricchimento.

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