Andrea Buglisi, la street art come arte pubblica e sociale
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Andrea Buglisi, la street art come arte pubblica e sociale

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di Norma Lutri – Il ritratto di Giovanni Falcone, dipinto dallo street artist Andrea Buglisi sulla facciata di un palazzo ad angolo di Via Duca Della Verdura a Palermo, rientra nella classifica “Top Cento delle Opere del 2021 più popolari al mondo” di Street Art Cities; lo street artist ha anche gareggiato nella classifica con una sua altra opera “Charitas”, a Nicosia. 

“Giovanni” l’opera che raffigura Giovanni Falcone, è nata durante le lunghe conversazioni con il mio amico Alessandro De Lisi, curatore del progetto Spazi Capaci/ Comunità Capaci – spiega l’artista – Diversi mesi prima della commemorazione della strage del 2 maggio mi contattò per parlarmi di un’idea folle che gli frullava in testa come un ‘derviscio’ (disse realmente così, ed io incuriosito, accettai subito di incontrarlo). L’idea era quella di realizzare un’opera monumentale, in principio effimera, orizzontale e calpestabile, sull’asfalto del piazzale antistante l’ingresso dell’aula Bunker di Palermo in memoria del Giudice vittima di mafia. Inizialmente non fui entusiasta della proposta, ero molto spaventato dal dovermi confrontare con una figura così iconica e storicamente importante per la nostra città. Con un gigante. Poi seguirono molti altri piacevoli incontri/confronti in cui l’opera prese, man mano, forma progettuale, verticalità e si ampliò includendo anche il volto del Giudice Paolo Borsellino. Alessandro propose di intitolare l’opera: ‘La porta dei Giganti’. Mi piacque subito, quel titolo era colto, diretto e pieno di sfumature, e poi incarnava anche le mie paure iniziali”.

“L’opera è ispirata al cinema di genere italiano degli anni ’70, in particolare lo ‘Spaghetti western’ e il ‘Polizziottesco’- continua l’artista – Palermo nel ‘92 era come il Far West, per questo ho raffigurato il giudice come un eroe giusto e malinconico. Il filtro verde allude al vetro blindato, il suo sguardo dall’alto di quel palazzo di nove piani, protegge i palermitani ma al contempo li sfida ad alzare la testa per non ripetere gli stessi errori del passato” .

Parlando dell’altra sua opera in gara per la classifica globale, Buglisi spiega: “Per ‘Charitas’ sono stato contattato dal Rotary club di Nicosia, in provincia di Enna, che assieme al Sindaco avevano una deliziosa parete da offrirmi per un’opera che veicolasse un messaggio di speranza e rappresentasse una reazione alla pesantezza del periodo pandemico appena vissuto. Quella parete però aveva un difetto, dei brutti cavi elettrici passanti che la dividevano in due e dei quali non si poteva non tenere conto. Fu allora che pensai di fare ‘di necessità virtù’ e di adagiare sopra di essi degli uccellini. Simbolo della vita che resiste all’inverno. Segno di rinascita e di rinnovamento, il pettirosso porta con sé speranza, ottimismo e buoni auspici per l’anno nuovo”.

“Questo piccolo ma simbolico uccellino rappresenta anche la generosità dei cittadini di Nicosia che in questo difficile periodo di pandemia hanno dimostrato di prendersi cura dei più bisognosi”, aggiunge l’artista. Una leggenda di matrice cristiana, infatti, narra che questi uccellini in origine erano completamente grigi, fino a quando, uno di loro, tentò di liberare Gesù crocefisso dalla corona di spine macchiandosi di sangue. In segno di riconoscenza, Gesù decise di lasciare all’uccellino la particolare colorazione, così che tutti potessero riconoscere la sua bontà e la sua generosità. La croce bianca che l’uccellino porta sul rosso petto rimanda a questa leggenda, ma riprende anche forme e colori dello stemma comunale di Nicosia, formato appunto, da una croce bianca su uno scudo rosso”.

L’opera dialoga per forma e contenuti con “Fides” (altra virtù cristiana), una fortunata opera murale dello stesso autore dipinta nell’affascinante e problematico quartiere di Ballarò a Palermo nel 2018 per la rassegna “Cartoline da Ballarò, la quale rappresenta un piccolo colibrì immortalato nell’atto utopico di spostare un grande masso.”

L’artista ci  parla, inoltre, di come il progetto“Spazi Capaci/ Comunità Capaci” e la Street Art stessa siano riusciti a raggiungere, insieme al loro messaggio, il pubblico dei più giovani: “La Fondazione Giovanni Falcone fa un gran lavoro in questo senso già da diversi anni, a loro si affiancano le scuole e associazioni. L’arte ha il vantaggio di stimolare la curiosità delle menti più giovani e fare breccia nel loro fertile immaginario in maniera da fare spazio ai concetti ed ai valori che essa veicola.”

Buglisi spiega anche come ha portato avanti la sua passione per la Street Art e come ha iniziato ad immergersi in questo mondo: “Espongo in luoghi istituzionali quali gallerie, musei e fiere d’arte da molti anni, ma ho sempre avuto un interesse per la cultura street e urban in tutte le sue forme ed espressioni, sin da quando scelsi come argomento della tesi di laurea dell’Accademia di Belle Arti, il ‘Graffitismo’ nel lontano 1999. Dall’estate del 2018 ho assecondato questa attitudine lanciandomi con coraggio su grandi pareti urbane, mi sentivo pronto per farlo e poi il sistema dell’arte, degli ‘addetti ai lavori’ e dei luoghi deputati ad accoglierli cominciava ad annoiarmi un po’. Avevo bisogno di nuovi stimoli e di comunicare in maniera più ampia e trasversale”, dice Buglisi.

Parlando anche della sua ricerca nel campo artistico, conclude: “Il linguaggio pittorico è rimasto coerente con la mia ricerca che con gli anni si era consolidata. Ho spinto maggiormente sul fattore contestualizzazione delle opere che sono diventate installazioni pittoriche ‘site specific’ a tutti gli effetti”.

Fino al 6 febbraio si può esprimere la propria preferenza sulla migliore opere urbana internazionale del 2021 cliccando sul seguente link: 

https://forms.gle/SuRqDvMWqSx7vRoY8

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