Arriva dal Giappone “Kimonissimo”, il nuovo brand che usa il tessuto dei samurai

Nel villaggio di Hirokawa, in una delle terre meno conosciute del Giappone, unica ancora a conservare antiche tecniche di lavorazione del cotone note come “Kurume kasuri”, con cui erano fabbricati abiti di samurai e contadini nel medioevo giapponese, Di Santo Corp. ha deciso di investire nel recupero di questa tradizione riadattandola alla produzione di accessori di uso quotidiano, ispirandosi all’eccellenza italiana del design.

Da qui il brand “Kimonissimo”, che presenta cravatte, stoffe, maschere e accessori realizzati a mano, utilizzando i macchinari impiegati lo scorso secolo, gli ultimi modelli in commercio della Toyota nel 1906 prima che l’azienda puntasse il suo core business sulle automobili.

Le maschere sono il simbolo della coniugazione tra tradizione ed innovazione: il tessuto esterno è il cotone Kurume Kasuri, mentre quello interno è una variante di cotone detto “Nonshu”, antibatterico e antivirale certificato dall’Istituto Nazionale di Analisi Cliniche su tessuti.

La linea del brand “Kimonissimo” è progettata, disegnata e prodotta in provincia di Fukuoka utilizzando solamente materiali del posto e sostiene gran parte dell’indotto locale composto da aziende produttrici delle stoffe e artigiani esperti nella cucitura.

L’azienda è aperta alla ricerca di partner italiani insieme ai quali distribuire i prodotti in Italia, da cui per ora possono essere acquistati solamente tramite lo shop online.

“Il progetto è nato da una visita casuale a Hirokawa ad inizio 2020, nel pieno della prima ondata di coronavirus. In quel periodo molte aziende sono andate vicine alla chiusura con il rischio, per alcuni settori, di vedere perduti secoli di tradizione come nel caso della lavorazione del cotone di Kurume. Da qui è nata l’idea di riproporre con un uso attuale pensato per le mascherine, un tessuto antico, idea che dopo il primo successo iniziale si è estesa poi ad altri accessori”, ha dichiarato nel corso della presentazione ufficiale il presidente Daniele Di Santo.

“Il respiro sociale è centrale in questo progetto. La decisione di investire in un settore così particolare nasce innanzitutto dalla volontà di rilanciare un territorio, contribuendo a mantenere in vita una tecnica di lavorazione riconosciuta patrimonio UNESCO. La nostra mission aziendale è quella di investire in progetti, aziende e know how in grado di portare un potenziale contributo alla crescita e allo sviluppo della società e del territorio, e in questa visione trova pienamente la sua collocazione Kimonissimo”, ha aggiunto Di Santo.

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