“Atlante” la mostra che segna l’atteso ritorno di Angelo Sturiale

Cosmopolita e creativo, Angelo Sturiale è un artista complesso e provare definirlo è come voler racchiudere in un vaso di vetro la consistenza delle nuvole: compositore, music performer, visual artist, ma anche autore e scrittore, insegnante ed educatore.

Dalla fine degli anni ’90 in poi l’artista catanese decide di seguire l’arte che lo porta ad abbracciare diversi progetti attraverso le residenze d’artista nei paesi di mezzo mondo, oscillando tra la musica e l’arte visiva.

A distanza di sette anni da “La scrittura del suono”, Angelo Sturiale torna a Catania alla Nuova Officina d’Arte con una nuova mostra “Atlante” nella quale si potrà apprezzare la sua ultima produzione di opere con penne, inchiostri e smalti, realizzata recentemente in Danimarca presso la Viborg Kunsthal in occasione della Residenza Artistica “Riddergade AIR 2019”.

Il percorso espositivo, curato da Rocco Giudice, verrà inaugurato domani alla presenza dell’artista e mette insieme i lavori più recenti di Sturiale, accomunati non solo dal momento di produzione ma anche da un certo linguaggio definito così dallo stesso curatore: “Privo di spessore, il segno spicca nella profondità cui dà corpo nell’atto stesso che vi prende slancio. Questa autonomia statutaria, questo arbitrio sottoposto al primato e principio di indeterminazione gestuale, gli dà lo stesso valore di una scrittura: delle articolazioni visibili di una lingua non verbale, della prosodia di una poesia non fonetica, della trascrizione di una sonorità non finalizzata a un effetto acustico. Non c’è spazio tra il moto della mano e l’esito grafico, stilizzato in puro valore cromatico, ossia, ritmico: che non è solo della dinamica gestuale che lo definisce, ma della vibrazione, densità, pressione materica del colore e nella sequenza di essi, non dello spazio che occupano sulla tela, ma di quello che scaturisce dall’adesione al movimento che si dà in uno col segno, dalla sua danza gestuale: da cui non potrà essere scisso, da cui non potrà essere strappato. Segno e gesto, così, non sono più soltanto fusi, ma formano essi stessi l’unità sinergica che, nella successione dello spazio convenzionale della tela come del foglio, si pone come sutura plastica di ogni cesura postulata dalla sintassi dell’insieme, della catena significante-genetica che deflagra come raggiera di vibrazioni, paesaggio delle morfologie sonore o delle risonanze depositate dalle calligrafie dal suono nell’aria che lo pronuncia, del foglio o tela in cui riverbera in costellazioni alfabetiche senza genealogia e senza sviluppo, leggibili solo in sequenza: nelle chirografie astrali che non rivelano a quale chimera somigli la loro utopia”.

Atlante di Angelo Sturiale a cura di Rocco Giudice – dal 18 al 28 gennaio 2020

presso Nuova Officina d’Arte

via Firenze 137-139

Catania

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