Claudio Ruta lascia il ristorante La Fenice

Lo chef Claudio Ruta lascia le cucine del ristorante La Fenice di Ragusa, una stella Michelin. Dopo quasi 20 anni di collaborazione con la famiglia Malandrino, la scelta maturata dalla necessità di dare nuova linfa e stimoli alla propria creatività.

Claudio saluta i suoi collaboratori e quanti hanno apprezzato i suoi piatti che hanno contribuito, negli anni, a far conoscere sul panorama della ristorazione locale ed italiana La Fenice, grazie anche allo spirito imprenditoriale dei suoi titolari a cui lo chef Ruta rivolge la propria stima e gratitudine.

“È stato un lungo percorso formativo e di crescita personale- dichiara Claudio Ruta– e sono molto grato alla famiglia Malandrino che conosco sin dal ’99. Abbiamo costruito insieme un bellissimo progetto che ci ha dato tante soddisfazioni, in primis il riconoscimento della Rossa. Ringrazio anche i ragazzi che hanno lavorato con me in cucina e con cui ho trascorso diverse ore: ore di confronto, momenti di spunti, a volte anche d’ispirazione per i miei piatti. Le loro idee e suggerimenti, potrà sembrare strano, ma sono stati preziosi per me. Ora è tempo di volgere lo sguardo a nuove sfide, ma sempre restando nella mia terra, a cui sono fortemente legato”.

Sul suo futuro Ruta mantiene ancora il riserbo; diverse le proposte che in questi mesi ha preso in considerazione prima di prendere questa decisione. Presto, comunque, tutte le novità.

Arriva Solea, l’olio extra vergine nato dall’utilizzo ibrido dei terreni

Dalla passione per il buon cibo e per l’enogastronomia in generale e da un’esigenza generata per essere a norma con il suo progetto, l’imprenditore ragusano Enrico Spadola da vita a Solea, l’olio extra vergine nato dall’utilizzo ibrido dei terreni. 

Nel 2011 Enrico decide di realizzare su terreno agricolo un campo fotovoltaico, l’istallazione a terra della tecnologia che permette lo sfruttamento del potenziale solare, fonte di ricchezza e biosostenibilità, avendo un impatto ambientale quasi nullo, nella zona di Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa. 

L’autorizzazione per l’installazione prevedeva anche l’obbligo di piantumare, sul perimetro di tutta l’area dell’impianto, alberi di ulivo per creare con questi una fascia alberata che servisse da schermo visivo come impatto di mitigazione ambientale.

Per questo scopo sono state messe a dimora seicento piante di Tonda Iblea, Moresca, Biancolilla e Verdese, che già nel 2012 sono andate in produzione, fornendo un olio dalle ottime caratteristiche qualitative tali da far nascere nella testa dell’imprenditore l’idea di iniziare a produrre, mettendo in atto tutte le cure necessarie, un olio di alta qualità, autentico, anche partendo dal terreno in cui è fatto: nessun trattamento e zero concimazioni, solo potature e irrigazioni “d’emergenza” in caso di deficit idrico. 

Anche le fasi della molitura e della conservazione sono state curate attentamente per raggiungere lo scopo. Le olive, infatti, entro dodici ore dalla raccolta, effettuata rigorosamente a mano, vengono molite in un frantoio di Ragusa che utilizza il metodo di spremitura a freddo a due fasi, un processo che contribuisce a preservare tutte le caratteristiche organolettiche dell’olio.

Per evitare ossidazioni, l’olio viene poi stoccato in appositi contenitori di acciaio inox sotto azoto, posti in locali a temperatura controllata. 

L’idea di fare un olio di qualità, seguendone tutte le fasi di produzione, per raggiungere risultati elevati, è stato ciò che ha spinto Enrico a non lasciare allo stato brado il suo campo e a continuare a curarlo.

Nei primi anni è stata fatta una prova di vendita a privati, ospiti delle case vacanze che Enrico possiede a Marina di Ragusa, etichettato con lo stesso nome dell’attività. 

L’inverno scorso è nata l’etichetta con il nome SOLEA, che racchiude i due sostantivi “Sole”, in riferimento ai pannelli fotovoltaici alimentati dal sole, da cui tutto è partito, e “Olea”, proveniente dal latino oleum.

Il nuovo olio, frutto della raccolta di quest’anno effettuata negli ultimi giorni di settembre, sarà imbottigliato con il nuovo marchio Solea, per essere proposto alla ristorazione e botteghe di nicchia. 

Enrico ha in previsione di piantumare altri alberi, suddividendoli per varietà per poter produrre in futuro anche degli oli mono varietali.

Sicilia in Bolle 2020: Pietro Giurdanella è il primo Miglior sommelier di Sicilia

Si chiude il sipario sulla sesta edizione di Sicilia in Bolle fra grandi bollicine, molteplici emozioni e tanti importanti riconoscimenti. Nonostante le difficoltà di un anno non facile sotto diversi punti di vista, la macchina organizzativa della manifestazione che vede protagonisti l’Associazione Italiana Sommelier delegazione di Agrigento e Caltanissetta insieme ad Ais Sicilia, ha saputo dare vita ad un evento che coniugasse le eccellenze della nostra isola con approfondimenti preziosi su altri territori nazionali e mondiali, offrendo a sommelier, appassionati e wine lovers la possibilità di conoscere meglio il mondo delle bollicine e approfondirne aspetti e sfumature diverse attraverso momenti di confronto, seminari e degustazioni.

LA FINALE DEL MIGLIOR SOMMELIER DI SICILIA

È stata una sfida accesa fino all’ultimo assaggio, una finale combattuta e avvincente quella che domenica si è svolta al Madison che ha portato Pietro Giurdanella, sommelier della delegazione di Catania, a vincere la Prima Edizione del Concorso Miglior Sommelier di Sicilia; il secondo posto è andato alla delegazione di Agrigento con la sommelier Laura Piscopo, terzo posto ex aequo per Daniela Lucenti di AIS Ragusa e Giovanni Pistorio di AIS Taormina. A decretare il vincitore, che potrà accedere di diritto alla semifinale del concorso Miglior Sommelier d’Italia, è stata la giuria formata da Cristiano Cini, responsabile nazionale concorsi e Presidente di AIS Toscana, Roberto Anesi, Miglior Sommelier d’Italia 2017, Camillo Privitera, Presidente di AIS Sicilia, Alessandro Carrubba, responsabile sezione concorsi regionale e Flavia Catalano, responsabile comunicazione AIS Sicilia.

A premiare il vincitore e i finalisti è stato il Presidente del Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia, Antonio Rallo, particolarmente emozionato anche perché il vino scelto da entrambi i concorrenti nella prova finale è stato il Mille e una Notte, etichetta storica dell’azienda di famiglia Donnafugata; il Presidente Rallo si è complimentato per la professionalità e preparazione dei concorrenti e ha consegnato ad ognuno dei 4 finalisti le bottiglie di vino in versione magnum offerte dalle aziende aderenti al Consorzio.

IL PREMIO ALBERTO GINO GRILLO

Le premiazioni sono proseguite nella serata di domenica, quando, al termine della cena di gala conclusiva dell’evento, è stato assegnato il Premio Alberto Gino Grillo per il miglior spumante metodo classico siciliano e miglior spumante metodo martinotti: il riconoscimento è andato rispettivamente per la prima tipologia all’ Almerita Brut 2016 dell’azienda Tasca d’Almerita, mentre è stato ex equo sul metodo martinotti per il Sualtezza 650 dell’azienda Tenute Lombardo e Il Grillo Brut dell’azienda Feudo Santa Tresa.

LE MASTERCLASS

Quattro momenti di approfondimento e formazione fra le giornate di sabato e domenica con un pubblico attento, interessato e particolarmente partecipe: la prima masterclass è stata dedicata alle bollicine siciliane con un focus sul Metodo Martinotti che ha visto i due enologi Giacomo Ansaldi e Tonino Guzzo rispondere alle domande della giornalista Angela Amoroso su un metodo di spumantizzazione che in Sicilia sta riscuotendo sempre più successo per poi degustare una selezione di bollicine molto diverse fra loro per caratteristiche, uve utilizzate e terroir. Cristiano Cini ha, invece, condotto gli ospiti della seconda degustazione attraverso un viaggio nel mondo degli spumanti: dalla Spagna alla Nuova Zelanda passando per la Germania, l’Inghilterra e il Sud Africa: un percorso avvincente e particolarmente apprezzato; domenica due masterclass dedicate agli spumanti partner della manifestazione: Alta Langa e Trentodoc. La partnership con il Consorzio Alta Langa è una novità della sesta edizione. Il Presidente del Consorzio Giulio Bava insieme al Presidente AIS Sicilia Camillo Privitera hanno guidato gli intervenuti alla scoperta di un territorio noto per grandi vini rossi ma che ha dato spazio anche ad interessanti espressioni spumantistiche. A concludere le masterclass è stato Roberto Anesi con le bollicine di montagna dell’Istituto Trentodoc, un appuntamento consolidato ormai da tre anni, un arricchimento ed approfondimento continuo di un territorio che ha molto da raccontare in materia di bollicine.

APPUNTAMENTO ALLA PROSSIMA EDIZIONE

Se questa edizione è stata possibile è stato sicuramente grazie ai partner di Sicilia in Bolle, agli sponsor e alle cantine che, anche senza la presenza dei banchi di assaggio, hanno manifestato la loro presenza e il loro interesse a promuovere le proprie bollicine attraverso la social room itinerante. Lo staff organizzativo di Sicilia in Bolle si è detto soddisfatto della riuscita di questa sesta edizione: “Se nonostante le molteplici difficoltà siamo riusciti a chiudere un’edizione che ha riscosso molto successo e che ha messo insieme momenti di grande spessore su più fronti, siamo certi che per il prossimo anno – augurandoci che la pandemia possa essere solo un ricordo – sarà un’edizione ancora più spumeggiante e ricca di emozioni, approfondimenti e ovviamente tantissime bollicine.

Arrivederci al 3-4 e 5 luglio 2021.

Luisa Beccaria sceglie Toni Pellegrino e Fausto Cavaleri per hairstyle e make up della video collezione SS21

Nuova prestigiosa collaborazione di respiro internazionale per il brand
TONIPELLEGRINO Art and Science che va ad aggiungere un prezioso
tassello ai progetti realizzati in questo 2020, ormai agli sgoccioli.
Toni Pellegrino, direttore creativo del gruppo, ha infatti curato le
acconciature di “Know thyself”, video con cui Luisa Beccaria ha
presentato alla stampa e ai buyers di tutto il mondo la sua SS21 in
occasione della recente Milano Fashion Week.
La cura del make-up è stata affidata a Fausto Cavaleri, beauty director di
numerosi editoriali per le riviste fashion nazionali e internazionali più
blasonate.
Luisa Beccaria ha affidato la regia del video a Lola Montes Schnabel.
Sullo sfondo poetico ed emozionante della Sicilia, richiami visivi alla
letteratura, alla poesia, alla pittura rinascimentale e preraffaellita fanno
del video un manifesto senza tempo dello stile del brand.
Set principale delle riprese è stato il Feudo del Castelluccio a Noto (Sr),
dimora storica della famiglia Beccaria – Bonaccorsi, location ideale per
narrare una storia fatta di radici, di tradizioni e di valori autentici. Tanto
autentici da essere interpretata da tutti i membri della famiglia (Luisa, la
mamma, i figli e il marito Lucio) e da alcuni cari amici.
Prendendo spunto da quattro elementi essenziali della cucina e della
cultura siciliana – il pane, l’olio, le mandorle e il vino – Luisa Beccaria e la
figlia Lucilla Bonaccorsi hanno creato un viaggio tra tessuti e texture, ma anche tra visioni ed emozioni, assecondando la sempre valida massima
greca “Conosci te stesso” che dà il nome al video.
La collezione mixa infatti abiti must have con fresche proposte di
quotidiana attualità e comfort, per una donna che vuole costruire il
proprio stile unico, condividendo l’amore per l’arte, la natura, la poesia, il
sogno, da sempre bandiere del brand.
“La collaborazione con Luisa Beccaria e Lucilla Bonaccorsi, che ringrazio
per la fiducia, è un privilegio che si ripete. Sono profondamente felice – è
il commento di Toni Pellegrino – per avere avuto la possibilità di
partecipare ad un progetto così straordinario. La bellezza dei luoghi,
l’atmosfera incantata di Castelluccio, i temi della collezione, e i valori del
marchio, sono stati fonte d’ispirazione per un hairstyle in linea con lo stile
Beccaria: onde e ricci naturali, raccolti destrutturati e romantici,
architetture di fiori freschi come principale ornamento.”
“Conoscere ed amare se stesse porta alla valorizzazione della propria
bellezza naturale – gli fa eco Fausto Cavaleri – come punto di forza. Le
protagoniste del video sono donne senza sovrastrutture artificiali,
sincere, naturali; grate per l’eredità ricevuta dalle donne della propria
famiglia. Per Luisa Beccaria, per la mamma Anna, le figlie Lucilla, Lucrezia
e Luna, e le altre interpreti del corto, finish glow e texture cremose sono
stati i punti salienti del make-up.
Pelli naturali, uniformate da texture sottili e luminose, con labbra
dall’aspetto idratato e nude che insieme a blush cremosi e highlighting
naturali hanno interpretato i look sognanti della collezione SS 2021.
Hanno affiancato Toni Pellegrino gli hairstylist Gessica Maltese, Miky
Basile e Michele Tedesco. Per il make-up, Cavaleri è stato assistito da Valentina Stivala.

Coffee Lab : nuovi corsi firmati Brazilcafè

Cosa c’è dentro una tazzina di caffè? Come si decora artisticamente un cappuccino? E soprattutto, come offrire un buon espresso ai propri clienti? Scoprire tutto ciò, accrescere la propria passione verso questi temi per acquisire competenze da spendere subito nel mondo del lavoro oggi si può grazie a “Coffee Lab”, i corsi organizzati da Brazilcafè e tenuti dall’esperto coffee trainer e campione italiano di Latte Art 2016, Giuseppe Fiorini. Dopo il sold out per la prima data del corso di Caffetteria di Base, due nuovi appuntamenti sono già in programma a Ragusa presso Area System.

 Il primo si terrà il 27 ottobre ed è il Corso di Latte Art, un corso intensivo che introduce le basi della Latte art: da una perfetta montatura del latte fino alla realizzazione dei disegni freepour (cuore, foglia e tulip) ed etching (orso, rosa, cane, coniglio). Poche regole di base e poi tanta pratica. Il corso, infatti, prevede un’ora di teoria e 7 ore di pratica. Stessa filosofia per il Corso di Caffetteria, che si svolgerà il 4 novembre prossimi e che prevede 3 ore di teoria e 5 ore di pratica.  Questo corso è stato pensato per coloro i quali desiderano praticare la professione di barista o per chi già lavora in questo settore ma vuole ristrutturare la propria professionalità partendo da due parole: qualità e conoscenza. Sarà una full immersion nel mondo del caffè di cui si studieranno le varie tipologie, la pianta ed i metodi di raccolta, imetodi corretti per un buon servizio e cura del cliente, le tecniche per la produzione dell’espresso perfetto oltre alla realizzazione del cappuccino certificato italiano.

I corsi si terranno nel rispetto di tutte le misure studiate appositamente per garantire lezioni in aula nella massima sicurezza. “Abbiamo pensato, con questi corsi, di fare in modo di aumentare la professionalità che sta dietro il bancone – afferma Marco Randazzo, uno dei titolari di Brazilcafè-. Spesso notiamo che il prodotto caffè in generale non viene trattato bene nei bar e nelle caffetterie. Il rischio di andare a rovinare un prodotto semilavorato di qualità perché mancano delle vere professionalità è molto alto. Questa considerazione ci ha dato l’input di organizzare questi corsi per creare questa sorta di feeling con il banconista.

Abbiamo comunque registrato un grande interesse verso questo argomento e siamo contenti di registrare una così alta richiesta di corsi di formazione che hanno come obiettivo quello di portare sempre più qualità e competenza all’interno di questi settori”. “Oggi la clientela è molto più selettiva – aggiunge il coffee trainer Giuseppe Fiorini -, attenta ai dettagli, attenta soprattutto alla qualità della materia prima e va meno di fretta rispetto a prima, pretendendo dunque una maggiore qualità. Sicuramente oggi se deve spendere un euro per un caffè, preferisce investirlo laddove c’è una maggiore accoglienza, c’è un bel sorriso da parte del barista ed un ottimo caffè. Mi piace spesso dire, durante i miei corsi, che tante volte ci sono delle bellissime caffetterie ma se poi dietro non c’è professionalità il risultato non sarà mai uguale a quello in cui c’è un barista adeguatamente formato, quindi oggi la professionalità paga sempre!”.

Curatolo Arini : da 145 anni grande realtà vinicola tra Marsala e autoctoni

È oggi l’azienda produttrice di Marsala più antica gestita ancora dai discendenti del fondatore in quel comprensorio. Era il 1875 quando veniva posata la prima pietra del Teatro Massimo di Palermo e quando debuttava la “Carmen” di Georges Bizet al teatro Opéra-Comique di Parigi.

Nello stesso anno solare Vito Curatolo iniziava a dare vita alla propria azienda vitivinicola al centro dei suoi vigneti a Marsala, oggi come allora
impianto enologico all’avanguardia. E proprio in questo anno nasce quella che oggi è l’azienda Curatolo Arini.


La storia della famiglia è da circa un secolo e mezzo un intreccio
di armonie, costellate da coraggio e lungimiranza, in piena sintonia
con la concezione del fondatore Vito. Armonie non solo tra intere generazioni (oggi i Curatolo sono alla quinta), ma anche con il territorio e soprattutto con gli uomini che, con la propria abnegazione e devozione al duro lavoro, hanno permesso la storia più che secolare di questa azienda emblematica di Marsala.


Sul finire del XIX secolo la Curatolo Arini comincia sempre più
ad acquistare caratura internazionale, rivolgendo i propri interessi
verso l’Europa e verso le Americhe, in particolar modo verso Argentina
e Panama.

Ancora oggi l’azienda ha un prezioso filo rosso con l’estero.
I vini Curatolo Arini, infatti, raggiungono i quattro angoli del mondo
e sono conosciuti grazie ad un export che tocca il 90% di una
produzione interna di circa 2 milioni di bottiglie, di cui il 50%
rappresenta vino Marsala. In particolare i paesi tradizionali, USA ed Europa, e orientali, come Cina, mercato importante ed in ascesa, e Giappone, la cui cucina si accompagna molto volentieri a calici del vino fortificato siciliano.


Sempre sul finire dell’800 Vito Curatolo commissiona il primo
disegno delle etichette delle sue bottiglie allo studio del più grande
esponente dello stile Liberty siciliano o Art Nouveau:
l’architetto Ernesto Basile. Etichette, tutt’oggi in uso, che sono
presenti con le stesse raffigurazioni di oltre 120 anni fa e che
rappresentano per la famiglia orgoglio e fierezza, dal momento che
sono dappertutto apprezzate grazie alla loro classe, eleganza e
ricercatezza di stile.


Nel 1896, alla morte di Vito Curatolo, la guida aziendale passa
ai figli Francesco, Vito, Leonardo e Giuseppe che portano a
compimento l’ingrandimento di quella che oggi è una grande realtà
imprenditoriale.


All’inizio degli anni ’70 Curatolo Arini trova una grande intesa
col gruppo canadese Seagram, col quale attua una joint-venture per la
produzione di vini da tavola sotto la direzione enologica del Davis
Wine Institute della California. Nasce, così, il vino Tonino, interamente dedicato al mercato estero: fresco, giovane, poco alcolico, perfetto ed ideale per un consumo non impegnativo.


Qualche anno più tardi, alle soglie dei ’90, la rilevante collaborazione con Alberto Antonini, enologo di fama internazionale, sotto la cui egida nasce la linea dei “Monovarietali”, emblematica per la caratterizzazione e l’espressività territoriale dei vitigni autoctoni siciliani come Grillo, Inzolia, Catarratto, Zibibbo, Nero d’Avola e Syrah quest’ultimo oggi tra i vitigni internazionali più siciliani. Il contributo di Antonini facilita non poco l’ingresso nelle migliori enoteche e nei migliori ristoranti del mondo dei “monovitigno”, oltre ai già famosi vini Marsala, legittimandoli al successo e alla popolarità tra i consumatori.


Ad affiancare Antonini poco più avanti sarà l’enologo “casalingo”
Antonino Reina, a cui si deve la tecnica della iper-riduzione, ossia
di lavoro in totale assenza di ossigeno, già sin dalla raccolta delle uve.
Questa pratica consente, così, di preservare in modo intatto gli
aromi varietali, in special modo per Zibibbo e Grillo aventi note più
aromatiche, mentre per i rossi prevede una particolare macerazione
che vuole che il 30% circa della massa stia a contatto con le bucce a
soli 5 °C, al fine di ottenere prodotti più ricchi in complessità,
specialmente in aromi fruttati e speziati, oltre che in persistenza
aromatica intensa.
Ogni nuova generazione che è seguita alla precedente ha sempre
contribuito a scrivere una nuova pagina di libro della storia
dell’azienda, proseguendo a dar vita, così, alle lungimiranze ancestrali
del capostipite Vito Curatolo.