Bianche Trame. La moda di Marco Strano sfila a Palazzo Manganelli

Concluse le sfilate di Parigi e in attesa che inizino quelle londinesi la moda ha sfilato a Catania

Domenica 26 gennaio nelle antiche e barocche sale di Palazzo Manganelli è andata in scena la collezione “Bianche Trame” di Marco Strano.

Il giovane designer siciliano anche quest’anno ha aperto le porte a chi voleva essere presente al suo fashion show e l’evento in pochissimo tempo è andato in over booking. Come sempre l’organizzazione di Mas communication è riuscita a gestire in modo professionale e impeccabile la situazione.

Un evento atteso e che fa incontrare volti noti della Catania che ama la bellezza e che la condivide con passione. Presenti imprenditori, giovani designer e giornalisti, ex e future spose, ma anche semplici appassionati di moda e curiosi. Quest’anno numerose blogger locali che per l’occasione hanno reso ancora più social la sfilata tra foto e stories su Instragam, rendendo le immagini e gli abiti virali.

Ancora una volta la bellezza contagia e incuriosisce

La collezione di quest’anno ha nel suo nome l’essenza del viaggio, della stratificazione culturale tanto nota alla Sicilia e ai suoi abitanti. La moda ideata, creata e realizzata da Marco Strano e dal suo staff di abili sarte – della mani d’oro -, si fa portavoce di un messaggio di bellezza, di condivisione, di armonia.

Per la prima volta la sfilata è anche inclusiva, scegliendo di far sfilare la modella Khady Gueye, che porta con se una bellezza fiera e particolare, che rimanda a terre lontane.

Oltre 55 abiti tra alta moda e sposa

Tanti sono gli abiti che si sono alternati per raccontare le trame di una storia che parte da Istanbul e che rimanda alla amata Sicilia. Una storia di emozioni e sensazioni che nasce proprio da un viaggio dello stilista ad Istanbul e che è stato fonte di ispirazione per questa collezione. Ma è stato anche un modo per fare rimandi a ciò che comunque appartiene alla Sicilia da secoli. Una commistione di tradizioni, una sovrapposizione di culture, una stratificazione di usi e costumi.

Ed è cosi che le trame creano e definiscono, attraverso dettagli materici, un tessuto che in natura non esiste, ma che con estro, creatività e ricerca lo stilista compone e definisce in tutte le sue potenzialità.

La rete, realizzata a mano ad uncinetto, abbraccia il macramè. Il pizzo al tombolo siciliano trattiene le pieghe delle gonne in pizzo di cotone. Il pizzo sangallo sposa il macramè fiorito o geometrico. La garza di seta è inframezzata col pizzo ad uncinetto.

I contrasti vivono in un loro equilibrio dando vita ad una nuova armonia

I colori della collezione couture sono vividi anche quando velati da altri tessuti. I ricami si fanno tridimensionali, le applicazioni arricchiscono focalizzando l’attenzione sul dettaglio che impreziosisce e rende particolare l’abito.

Non mancano i fiori, così come gli elementi geometrici, come maioliche antiche – che fanno eco ai decori del complesso monumentale Santa Sofia, Ayasofya, o dell’antico Palazzo Topkapi – ma perdono la loro rigidità diventando leggeri elementi.

Sempre presenti i tratti distintivi dello stilista, i tessuti naturali e grezzi, i colori della terra. Alternati a colori più decisi e brillanti del rosso, del ciclamino, del verde, del petrolio, del blu e dell’arancio.

Il nero per la prima volta viene usato negli abiti d’alta moda, con ben 4 proposte. Ma non è mai pieno e assoluto, contenendo tutti i colori attraverso la sua trama lascia intravedere la brillantezza dei colori più vivaci sottostanti. Soprattutto quando abbinato al rosso e al rosa, o tessuti preziosi da tinte sgargianti, dando carattere anche al look più romantico fatto di tulle, di pizzi e ricami.

I dettagli dei fiori applicati, i ricami in paliettes, le frange, i maxi fiocchi delle bluse adornano con sofisticata ricerca gli abiti da indossare per momenti felici e indimenticabili.

Cambia la musica e sfila la sposa di Marco Strano

La collezione couture cede il passo alle spose annunciate da quattro mini damigelle che catturano l’attenzione e raccolgono un applauso spontaneo – nonostante le mani impegnate a reggere gli smartphone -.

La sposa presentata quest’anno si veste di bianco

È forse questa la grande novità della collezione, il bianco candido diventa protagonista laddove per anni era stato privilegiato il colore più caldo e naturale dei tessuti antichi, dei pizzi e merletti tipici della tradizione sicula.

Altra novità per la wedding couture: i volumi aumentano in alcuni modelli, creando abiti fiabeschi ma moderni.

“Il volume leggero degli abiti dona loro una femminilità altera e quasi snob – spiega Marco Strano – che permette di leggere meglio tutte le trame che compongono l’abito. Così come per gli abiti, i caban di tulle impalpabile velano gli abiti di pizzo chantilly e rebrodé francese”.

La firma dello stilista si riconosce nei dettagli delle maniche, nelle scollature sulla schiena, nei particolari che rendono ogni abito unico e particolare, le trame delle reti si intrecciano con i fiori di rafia, di cotone o di seta, creando suggestioni uniche.

Ancora trame e sovrapposizione di tessuti, ma anche di sfumature di bianco ed écru, di bianco e nude. Pizzo siciliano, pizzo macramè, pizzo francese, tulle, pizzo chantilly, organza, madreperla, elementi diversi coesistono creando una trama unica, una bianca trama.

Chiude la sfilata un abito da sposa voluminoso e bianco, romantico, arricchito da un lungo velo che diventa protagonista assoluto e incanta con i suoi ricami di rose rosse e bianche.

Ad esaltare la bellezza il tocco magico e luminoso come non mai di Orazio Tomarchio

Fondatore de “La Truccheria Cherie” oltre a curare il make up delle modelle, ha presentato la sua ultima creazione. Un rossetto che prende il nome dal titolo della collezione, in una nuance nude, senza alcun punto di rosa. Un nudo che avvolge le labbra e ne definisce i contorni. Il tocco da maestro averlo confezionato con pezzi di bianche trame!

La cura dei dettagli passa anche dal hairstyle affidato a Roberto Napoli e Alfio Reitano per Compagnia della Bellezza

Le acconciature semplici, in un raccolto basso, anche qui voluminoso, che richiama le tradizioni della Sicilia, ma per le spose ad arricchirle sono i copri-capo. Cerchietti o fasce – trend di quest’anno – rivisitati in chiave romantica e bucolica con fiori bianchi o colorati applicati come a creare dei diademi delicatamente profumati. Interessante la proposta di usare delle succulente – tipiche piante grasse siciliane – per completare lo styling.

E per chiudere in bellezza vista la splendida serata e le temperature tipiche delle sere invernali catanesi un aperitivo nei giardini di Palazzo Manganelli.

Lo chef Seby Sorbello, patron del Sabir Gourmanderie e cooking out catering, ha deliziato i palati degli ospiti con un finger food in cui pizzi e ricami hanno preso forma in cialde dolci e salate, ad accompagnare il tutto il vino Valle Ferle (Caltagirone).

Ecco qui il video dell’evento

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