Laura Pausini trionfa a Golden Globes: la dedica all’Italia

“Dedico questo premio all’Italia, alla mia famiglia, alla mia bimba che di questo giorno vorrei ricordasse la gioia nei miei occhi e che sempre bisogna credere nei propri sogni”. Prima donna a vincere con una canzone in italiano, Laura Pausini trionfa ai Golden Globes, con Io si’ (Seen), brano scritto con Diane Warren, pluripremiata compositrice statunitense gia’ undici volte nominata agli Oscar.

E’ la canzone originale del film “La vita davanti a se'” con la regia di Edoardo Ponti, che segna il ritorno alle scene di Sophia Loren con una storia di amore, di accoglienza e di condivisione.

“Mai e poi mai avrei pensato di vincere ai Golden Globe Awards – ha aggiunto – che emozione pazzesca e che grandissimo onore! E’ veramente un privilegio essere la prima donna ad avere vinto con un brano tutto in italiano!”. “Sono felice per questo traguardo – ha proseguito l’interprete – soprattutto per il messaggio di accoglienza e di condivisione che la canzone porta con se’, dedicato a tutti quelli che desiderano e meritano di essere visti”.

Pausini aggiunge al suo palmares il Golden Globe Award al Grammy Award (2006) e ai quattro Latin Grammy Awards (2005, 2007, 2009, 2018). “Complimenti a @LauraPausini per il prestigioso premio conquistato ieri sera ai @goldenglobes. Una vittoria che unisce musica e cinema e che onora l’Italia.

#GoldenGlobes #TheLifeAhead”, ha scritto su Twitter il ministro della Cultura, Dario Franceschini. 

Jacopo Vagaggini, il giovane enologo senese del vino del presente e del futuro

Jacopo Vagaggini, giovane enologo di terza generazione nato a Siena nel 1991, punto di riferimento per la creazione dei vini del presente e del futuro con una particolare vocazione all’agricoltura biologica e all’innovazione tecnica. Di scuola francese, grazie alla prestigiosa laurea in enologia conseguita alla DNO di Bordeaux, intraprende esperienze lavorative negli Châteaux bordolesi e in Argentina, per tornare alla sua terra natale nel 2016 e affiancare il padre nel lavoro di consulente enologo. È qui, tra le colline senesi, che Jacopo Vagaggini dà vita a un vero e proprio polo sperimentale nell’azienda vitivinicola di famiglia Amantis dove, in 6 ettari di vigneto e in cantina, applica le competenze e il savoir-faire acquisiti, oltre a testare in prima persona raffinati metodi di produzione del vino; un percorso che perfeziona nel suo laboratorio dove intuito ed esperienza creano la formula per grandi vini di stile.

Una vocazione che affonda le radici nella storia della famiglia Vagaggini e un’attitudine a spingersi oltre i limiti convenzionali, con uno sguardo al futuro, una forte dinamicità e desiderio di sperimentare: Jacopo Vagaggini ha ereditato il sapere e l’inclinazione del nonno Francesco Vagaggini, stimato agronomo, e del padre Paolo Vagaggini, noto enologo italiano, portando avanti un’autorevole tradizione famigliare nel mondo del vino. Gli studi in biologia a Oxford e la laurea in Enologia alla DNO di Bordeaux, considerata la più prestigiosa al mondo nel settore, ne hanno forgiato competenze e conoscenze di alto livello consolidate attraverso la collaborazione con gli Châteaux bordolesi e l’esperienza a Mendoza, in Argentina, dove si reca per conoscere i segreti del Malbec. Il suo rientro a Siena nel 2016, incoraggiato da sua madre, segna il punto di partenza di un percorso professionale e di ricerca che oggi lo contraddistingue nel mondo dell’enologia. È dunque ad Amantis che, tra le pendici del vulcano spento del Monte Amiata, la Valle dell’Orcia e la Maremma, Jacopo Vagaggini realizza un vero e proprio polo sperimentale dove testare i diversi metodi di produzione del vino in ogni sua fase, dall’allevamento della vigna all’assemblaggio del vino e al suo invecchiamento in cantina. In totale coltiva i 6 ettari di vitigni sperimentali in cui testa metodi tradizionali e innovazioni legate anche alla viticoltura biologica, come la coltivazione ad alberello ad altissima densità, la concimazione mista e la coltura promiscua. I suoi esperimenti uniscono saperi antichi e innovazioni, anche nelle fasi di vinificazione e affinamento in cantina, testando l’utilizzo di nuovi lieviti, batteri, botti di materiali e dimensioni differenti. Una produzione vinicola da cui Jacopo, nel suo laboratorio interno, trae la formula per la creazione di grandi vini che denotano caratteri distintivi della sua impronta enologica: concentrazione, eleganza, precisione e spalla acida. Un punto di forza nella sua attività di consulente, che lo ha già portato a contribuire nella creazione di vini di fama mondiale come il Brunello di Montalcino delle cantine Il Marroneto, Fuligni, Ciacci Piccolomini d’Aragona, il Nobile di Montepulciano delle cantine Le Berne e Salcheto e diversi Chianti Classico.

La sensibilità e l’intuito che lo contraddistinguono, uniti alla propensione per la viticoltura biologica come migliore soluzione alle problematiche ambientali di quest’epoca, ne fanno un enologo versatile e completo, in grado di soddisfare in particolare i nuovi produttori, le realtà dinamiche, i giovani che entrano oggi nel mondo del vino o i produttori già avviati che desiderano emergere o convertirsi al bio. Le sue continue attività di ricerca, gli studi sul campo e l’abilità nel creare vini di grande carattere, equilibrio e pulizia, incontrano inoltre eleganza, gusto e stile, elementi che rappresentano la sua immagine, cultore del bello e della qualità che dalle colline senesi si racconta al mondo del vino.

ELISABETTA FRANCHI

Elisabetta Franchi, anima del brand omonimo, che è riuscita a conquistare l’universo femminile grazie al suo stile e alla sua creatività: un successo frutto di una grande passione, di uno scrupoloso studio del prodotto, di un’assoluta dedizione al lavoro e di una buona dose di concretezza.

Classe 1968, quarta di cinque figli di una famiglia bolognese di umile estrazione, guidata da una madre forte che tra mille sacrifici cresce da sola i bambini. Studia con grande sacrificio all’Istituto Aldrovandi Rubbiani di Bologna e il suo ingresso nel mondo della moda ha origine proprio lì, mentre si mantiene con lavori saltuari, come la commessa, professione che le insegna a prestare attenzione al gusto delle consumatrici e ad ascoltare le loro esigenze. Un insegnamento fondamentale che non dimenticherà e che sarà la base del suo futuro successo professionale.

Nel 1996 la designer apre un piccolo atelier, dove comincia a dare forma alle sue idee e a realizzare i primi capi, seguendo il suo istinto, con appena 5 collaboratori (oggi sono circa 300). Nel 1998 nasce la Betty Blue S.p.a. che produce la collezione CELYN b, un nome che rievoca l’eleganza dello stile parigino e in cui la lettera “b” sta per “Betta”, diminutivo della designer.
Nel 2006 la designer acquista una vecchia ditta farmaceutica dismessa che, nel 2008, dopo due anni di progettazione e ristrutturazione, diventa l’headquarter della Maison: oltre 6.000 metri quadrati di bellezza moderna e funzionale, stile Miami, immersa nella campagna bolognese. Il restyling, nel pieno rispetto dell’architettura eco-sostenibile, ha restituito nuovo splendore al building esprimendo pienamente la passione che Elisabetta Franchi ha sempre coltivato, accanto alla moda, proprio per l’architettura e il design.
Dal 2012 la designer sceglie di firmare con il proprio nome le sue creazioni, dando vita all’omonimo marchio, ELISABETTA FRANCHI.
Nel 2013 è Milano la location scelta per l’apertura del suo primo showroom direzionale, in Via Tortona 9, un’intera palazzina di 950 mq, sviluppata su 6 livelli.

A conferma del posizionamento raggiunto sul mercato, la designer sceglie di sfilare in passerella durante Milan Fashion Week a partire dalla collezione Spring-Summer 2015.

Artefice di un perfetto prêt-à-porter Made in Italy che deve il suo grande successo allo stile e alla particolare strategia produttiva fatta di qualità, eccellenza e cura dei particolari: così, in poco più di un decennio, il brand Elisabetta Franchi ha raggiunto oltre 100 milioni di euro di ricavi nel 2017, forte di una distribuzione capillare in tutto il mondo, con oltre 1.100 multimarca e 80 Boutique monomarca, dislocate nelle città più importati del mondo: Parigi, Milano, Madrid, Mosca, Hong Kong, Dubai, solo per menzionarne alcune.

Augusto Valzelli il più giovane chef stellato d’Italia

Augusto Valzelli, classe 1991, bresciano di Campo Marte e già a 13 anni prende forma la sua passione per il mondo fantastico della cucina.

Nel 2009 tra teoria e pratica arriva a diplomarmi come cuoco presso l’ Istituto Alberghiero “A. Mantegna” di Brescia. Dopo i tre mesi di stage per la scuola, Augusto Valzelli ha intrapreso la carriera lavorativa presso la “Trattoria L’Artigliere” con lo chef Davide Botta (membro di J.R.E, guida CHIC e possessore di una stella Michelin) diventando il braccio destro dello Chef.

A Giugno 2013 si è trasferito ad Imperia per affiancare lo chef Andrea Sarri  (Presidente di J.R.E. e possessore di una stella Michelin) presso il “Ristorante Agrodolce”. Nel Novembre, finita la stagione estiva, lo Chef Sarri ha abbandonato il Ristorante e Augusto Valzelli ha preso le redini della cucina diventando il nuovo Chef come dipendente. Il 15 Dicembre 2014 inauguravo la “nuova gestione” del “Ristorante Agrodolce” ad Imperia.

Nel Novembre 2015 la Guida Michelin riconosce 1 stella al nuovo Chef Augusto Valzelli, diventando, a 23 anni, il piu giovane stellato Europeo.

Ho gestito il Ristorante Agrodolce come Chef dipendente fino all’8 Marzo 2017. Il 27 Aprile 2017 ha aperto a Brescia  il “Ristorante La Porta Antica”.