Guida Bio: il format che si occupa di vini da agricoltura biologica

Siamo lieti di presentare la nuova edizione di Guida Bio, il primo e unico format nel panorama nazionale a occuparsi solo ed esclusivamente di prodotti derivanti da agricoltura Biologica certificata o in conversione. 

La prima pubblicazione che poniamo alla vostra attenzione è la guida riservata al Vino. «Ho, sentito l’esigenza di ampliare le vedute sul mondo del Bio e, pertanto, ho deciso di dedicare la mia attenzione ad un progetto dinamico e organico che si rivolgesse a tutto il mondo Bio». Queste le parole del direttore e ideatore Antonio Stanzione che prosegue: «il nostro è un progetto ambizioso e su larga scala, che debutta con la presentazione della Guida Vino 2021 alla quale seguirà, nei prossimi mesi anche laguida all’Olio Extravergine di Oliva Bio 2021, curata daAlessandro Brizi. Tutte le nostre guide – prosegue – nascono con l’intento di valorizzare le scelte green ed ecosostenibili del mondo enologico e di altri comparti della produzione agricola». 

L’agricoltura biologica è una sfida difficile, ma è anche un percorso di responsabilità nella produzione dei beni, nella salvaguardia delle opportunità delle generazioni future e nellasostenibilità ambientale e dei processi di lavorazione. Oggi sempre più produttori sono coinvolti in questo mondo, spinti da motivazioni di carattere ambientale, sociale e di tutela del consumatore. Quest’ultimo poi è un attore sempre più attento alla provenienza delle materie prime, alla certificazione dell’origine e alla qualità dei procedimenti di trasformazione di queste. Bioquindi è consapevolezza, etica, lungimiranza, rispetto e qualità. 

Guida Bio nasce col proposito di unire e raccontare i prodotti e le esperienze di quanti hanno deciso di intraprende questa strada, con recensioni di vini, oli extravergine e aziende che hanno abbracciato tale condotta agricola attraverso l’adesione a rigidi disciplinari di certificazione. 

Guida Bio è, inoltre, un’idea editoriale innovativa giacché una particolare attenzione sarà riservata all’estetica dei prodotti, con la premiazione dell’etichetta più accattivante.

La sezione Vino che presentiamo oggi, annovera tutti i vini presenti classificati secondo un punteggio in foglie da 2 a 5. Tra questi, le etichette che, più di altre, si sono particolarmente distinte, sono state premiate con la nostra menzione speciale dellafoglia d’oro.

Guida Bio è consultabile gratuitamente su www.guidabio.it. Unportale sempre attento e vigile sul mondo del Bio; una visione dinamica di tutte le tematiche che riguardano la bioagricoltura con interviste, curiosità e approfondimenti su ciò che sta più a cuore al consumatore, ivi inclusa una sezione dedicata alla cucina, con tante ricette abbinate ai prodotti recensiti.

Osservatorio Etna DOC. Al via l’indagine per fotografare l’offerta enoturistica Etnea

Conoscere in modo approfondito l’organizzazione delle cantine che operano all’interno del territorio etneo e al contempo fotografare lo stato dell’arte dell’offerta rivolta ai turisti. Con questo obiettivo il Consorzio Tutela dei Vini Etna DOC ha dato vita ad un Osservatorio permanente e avviato una indagine rivolta ai produttori, in collaborazione con la Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna.

Un’attività di monitoraggio che consentirà di ottenere una puntuale e completa panoramica delle aziende vitivinicole alle pendici del vulcano, grazie alla raccolta di informazioni relative non solo alle loro dimensioni ed all’approccio in vigna e cantina, ma anche alle strutture presenti in azienda e che consentono di fornire un’adeguata offerta ai numerosi turisti del vino che ogni anno visitano questo angolo di Sicilia unico al mondo.

“Il desiderio di conoscersi sempre meglio è condiviso dalla stragrande maggioranza dei soci del nostro Consorzio e per questo cerchiamo di introdurre strumenti sempre più efficaci per supportare il loro lavoro di imprenditori nel mondo del vino” spiega Antonio Benanti, Presidente del Consorzio Tutela dei Vini Etna DOC.

“Da questa considerazione nasce l’idea di preparare un questionario on-line che raccolga una serie di informazioni utili per capire da una parte le caratteristiche generali delle aziende vitivinicole presenti sul territorio etneo e dall’altra come sono organizzate dal punto di vista dell’offerta di servizi ai turisti del vino”.

Il questionario on-line, inviato a tutte le aziende che producono uve o vini Etna DOC, è suddiviso in varie sezioni e sarà possibile compilarlo in forma anonima.

Ci auguriamo di ricevere un numero significativo di risposte, e quindi di dati, per poter poi condurre analisi che siano a disposizione di tutti i produttori – continua il presidente del Consorzio –. Un vero e proprio Osservatorio, che a cadenza regolare raccoglierà dati e fornirà indicazioni utili per poter migliorare l’organizzazione interna e l’offerta enoturistica. Uno studio che consentirà nel contempo di ragionare su iniziative e attività che possano rappresentare un vero valore aggiunto per la denominazione e per il territorio”.

Il progetto, nella sua sezione dedicata all’enoturismo, è stato realizzato in collaborazione con la Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna, da tempo attiva per la valorizzazione dell’attività di accoglienza alle pendici del vulcano.

L’istituzione di un osservatorio permanente nasce in primo luogo dall’esigenza di colmare una lacuna poiché a tutt’oggi non ci sono dati relativi ai flussi che riguardano l’enoturismo sull’Etna” afferma Gina Russo, Presidente della Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna.

“In secondo luogo lo consideriamo uno strumento utile ai produttori per capire come migliorare la promozione del nostro territorio, per far crescere il numero di visitatori ed arricchire l’offerta”.

E’ il Rubesco Riserva Vigna Monticchio 2016 a guidare i 100 migliori rossi italiani

E’ il Rubesco Riserva Vigna Monticchio 2016 di Lungarotti a guidare la classifica 2021 dei 100 migliori rossi italiani stilata dal mensile Gentleman. Il vino di punta della cantina umbra è risultato il migliore vino rosso italiano, ex aequo con il Bolgheri Sassicaia 2017 di Tenuta San Guido.

Il risultato si ottiene incrociando e sommando i punteggi delle sei guide italiane: Vini d’Italia (Gambero Rosso), I vini di Veronelli, Bibenda (Fondazione italiana sommelier), Vitae (Associazione italiana sommelier), Annuario dei migliori vini italiani (Luca Maroni) e la Guida essenziale ai vini d’Italia (Daniele Cernilli).

Un risultato importante per questa etichetta che ha scritto la storia di Lungarotti e dell’enologia italiana diventando uno dei rossi più conosciuti e apprezzati nel mondo.

”Siamo felici di questo bellissimo traguardo – dichiara Chiara Lungarotti, amministratore delegato dell’azienda di famiglia – che premia il nostro lavoro e quello di tutti i nostri collaboratori. Un riconoscimento che ci spinge a guardare con fiducia al futuro nella speranza che possa essere di buon auspicio per una ripartenza del nostro comparto e di tutto il nostro Paese”.

La prima vendemmia del Rubesco Riserva Vigna Monticchio (Torgiano Rosso Riserva Docg) risale al 1964 quando Giorgio Lungarotti, fondatore dell’azienda e pioniere della moderna enologia italiana, capì che dalla vigna Monticchio, sulle colline di Torgiano, grazie anche a una perfetta esposizione, si ottenevano delle uve Sangiovese straordinarie. Innovativo per i tempi, già dalla prima annata, questo Sangiovese in purezza si fa subito notare per la sua personalità netta.

Il colore è rubino brillante e i caratteri sono quelli tipici della gente dell’Umbria, riservata ma generosa. Un vino di grande struttura, adatto a un lungo invecchiamento, che sfodera un equilibrio unico tra potenza ed eleganza e che viene prodotto solo nelle migliori annate.

Battezzato così da Maria Grazia Marchetti, moglie di Giorgio Lungarotti, il nome Rubesco deriva dal verbo latino rubescere, arrossire (di gioia) e sull’etichetta mostra un particolare della Fontana Maggiore di Perugia che raffigura la vendemmia.

”Il Rubesco Riserva Vigna Monticchio è sinonimo di Lungarotti – afferma Chiara Lungarotti – e un vino che negli anni ’60 è stato innovativo: una creatura di mio padre che ne rispecchiava la sua personalità. I vini, infatti, sono espressione di un territorio ma anche di chi li produce, per cui, pur mantenendo la sua identità, anche il Rubesco Riserva Vigna Monticchio ha vissuto un’evoluzione. Si può dire che a partire dall’annata 2005 ha cominciato a riflettere l’impronta della nuova generazione della famiglia Lungarotti e il risultato appena ottenuto ci conferma che stiamo procedendo nella giusta direzione”.

Cesarini Sforza: il carattere del territorio

Forza, dinamicità e l’inconfondibile eleganza dello Chardonnay. Ecco la Riserva della linea 1673, uno dei simboli dell’azienda trentina.

I terreni ricchi di porfido e l’altitudine dei vigneti delle zone collinari della Val di Cembra, dove nascono le uve che danno origine agli spumanti Cesarini Sforza, sono i due ingredienti fondamentali che conferiscono ai Metodo Classico di questa storica realtà trentina, nata nel 1974 e punto di riferimento della produzione spumantistica italiana, originalità ed eleganza.

Peculiarità ben interpretate da uno dei tre spumanti che fanno parte della linea 1673, il TrentoDoc 1673 Riserva 2012 Extra Brut.

“L’ambiente è determinante nel caratterizzare il profilo organolettico di questo vino, i terreni sabbiosi e ricchi di porfido ne esaltano la sapidità mentre l’escursione termica tra giorno e notte e la giusta insolazione arricchiscono questo spumante di delicati profumi floreali” spiega Andrea Buccella, enologo dell’azienda con sede a Trento.

Il TrentoDoc 1673 Riserva 2012 Extra Brut è un blanc de blancs ottenuto da sole uve Chardonnay raccolte manualmente nella prima decade di settembre.

Dopo una pressatura soffice e la successiva fermentazione in acciaio inox, il vino affina almeno sei mesi prima di passare in bottiglia per la seconda fermentazione. Qui riposa per 70 mesi sui lieviti prima della sboccatura.

“Questa Riserva può essere considerata uno degli ambasciatori dell’arte spumantistica di Cesarini Sforza, grazie alla ricerca di un stile armonico ed equilibrato e al tempo stesso ben sostenuto da una struttura fresca e incisiva” continua Andrea Buccella.

Il TrentoDoc 1673 Riserva 2012 Extra Brut si contraddistingue grazie ad un perfetto connubio tra profumi minerali, delicatamente fruttati e floreali, che introducono un sorso fresco, dotato di un perlage molto fine e un finale sapido, molto caratteristico, e che ben richiama le note percepite al naso.

A tavola il TrentoDoc 1673 Riserva 2012 Extra Brut può rappresentare un valido compagno sin dall’aperitivo o dall’antipasto, ma svela tutte le sue doti gastronomiche soprattutto con primi piatti, dai risotti alle paste, o con pesci dotati di carni grasse, grazie alla sua dinamicità e freschezza gustativa. Fine al naso e ricco al palato, rappresenta uno dei migliori risultati che il Trentino vitivinicolo ha da offrire.

L’Azienda Cesarini Sforza sarà presente alla prossima edizione italiana dell’evento degustativo “Best Wine Stars” che si terrà il 26 e 27 giugno a Milano presso Palazzo del Ghiaccio.