Ciccio Sultano: “Apriremo il 15 giugno I Banchi, per Il Duomo decideremo quando tutto sarà chiaro”

Tanta voglia di ricominciare per il bistellato di Ragusa Ciccio Sultano che riscalda i motori delle sue attività pronte ad accogliere i turisti di prossimità e, si spera, anche un turismo più ampio che permetta un respiro più profondo ai ristoratori già duramente colpiti dal cataclisma covid.

Raggiunto telefonicamente lo chef annuncia “Apriremo il 15 giugno I Banchi, per il Duomo stiamo valutando l’altalena Stato-Regioni, quando sarà tutto chiaro decideremo”.

Il 16 maggio scorso Il Duomo ha tagliato un traguardo importante: i primi 20 anni di un’attività eccezionale che ha saputo raccontare la Sicilia attraverso le suggestioni e i sapori più autentici.

E’ di poche ore la lettera aperta che Sultano ha scritto dalla sua pagina Facebook, indirizzandola al Presidente Musumeci per sollecitarlo alla valutazione dell’apertura dei flussi di persone nell’isola, fattore dirimente per tante attività pronte a riaprire. Ecco il testo:

“Lettera dall’isola isolata

Egregio Signor Presidente delle Regione Sicilia, Nello Musumeci

Le scrivo con il dovuto rispetto, chiedendoLe se dobbiamo considerarci oltre che isolani anche isolati. Quando pensa che la Sicilia sia sufficientemente sicura per aprire le porte? Siamo in grado di accogliere con un minimo di serenità i turisti? Oppure dobbiamo rinchiuderci in un fortino?
Io ho voglia di lavorare, ho bisogno di lavorare e non credo di essere una mosca bianca. Ma soprattutto ci sono tasse e imposte da pagare, rapporti con fornitori e collaboratori da onorare. Non vorrei che la minaccia del sindaco di Milano abbia effetto e che la pretesa di passaporti sanitari per venire in Sicilia, sposti i flussi altrove. Siamo sempre in Italia e in Europa o il nostro statuto speciale ci rende pericolosamente diversi?

Ciccio Sultano
mente pratica”

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