La forza delle materie prime: nasce la pinsa mediterranea

Materie prime di alta qualità, sapori genuini ispirati alla tradizione mediterranea, vini autentici che raccontano il territorio e la sinergia con i produttori-artigiani, ecco i segreti del nuovo menù di Officina 51, La Pinseria Mediterrania della famiglia Russo.

Lo scorso 10 dicembre da Officina 51, La Pinseria Mediterranea di via Pietro Mascagni 51 a Catania è stato presentato in anteprima il nuovo menù delle pinse, un percorso a tappe per degustare la specialità laziale rivisitata in chiave mediterranea e declinata in versione regionale attraverso l’uso attento di selezionati ingredienti simbolo della terra e della civiltà contadina: robiola di capra girgentana in foglia di fico, cosacavaddu ragusano fresco, cicoria, olive, pistacchio, i salumi etnei.

Una presentazione che ha raccontato la storia delle pinse, dal latino “Pinsere” che in italiano significa allungare e stendere, per osservarne la delicata gestualità, il rispetto dei tempi che prevede una doppia cottura e la qualità del lievito madre che nelle oltre 72 ore di maturazione conferisce leggerezza e allo stesso tempo consistenza all’impasto composto da tre tipi di farine molite a pietra: frumento, soia e riso.

A dare il benvenuto alla stampa il cooking show del maestro pinsaiolo Sathya Russo dedicato alla ricetta “Ficu”, la pinsa selezionata dalla rivista Gambero Rosso nel 2019 che ha permesso a Officina 51 di essere segnalata tra le 12 migliori Pinserie del mondo.

Sathya Russo, giovane maestro pinsaiolo di Officina 51

Da cibo street food ad assaggio gourmet, grazie anche ai topping che impreziosiscono la pinsa con materie prime straordinarie derivate da prodotti artigianali del territorio nel rispetto dei cicli naturali.

«La buona cucina parte dai buoni prodotti»- afferma Francesco Russo proprietario di Officina 51 e grande cultore del buon cibo –«studio e ricerca sono le caratteristiche principali della nostra cucina ed è per questo che vogliamo portare avanti questi valori creando sinergia con i produttori».

Un impegno all’eccellenza rappresentato per l’occasione anche dalla presenza di Giuseppe Indorato, maestro salumiere etneo che con il suo marchio Nero Maialino di Adrano (CT) etichetta salumi artigianali di qualità. Una tradizione di famiglia per Indorato, che ha spiegato il valore della filiera corta e di come la selezione dei capi sia il punto di partenza per ottenere un affettato dalle caratteristiche organolettiche uniche

Una storia di passione e di impegno, come quelle narrate da La Valigia di Bacco, che ha scelto di abbinare alle pinse mediterranee i vini dei piccoli vignaioli, vini “umani” figli di scelte piene di amore e rispetto per un territorio nel pieno rispetto dei ritmi naturali. Le 5 etichette scelte da

Giuseppe Murò e raccontate da Emanuele Mazzoleni hanno attraversato la Sicilia da est ad ovest, in un viaggio alla riscoperta dei vitigni autoctoni e delle loro espressioni.

 

 

 

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