La rivincita del piccolo: verso la riscoperta dell’unicità del vulcano attraverso microproduzioni di vino ed olio

di Valeria Lopis – Le microproduzioni dell’Etna come espressione di un terroir complesso e vocato alla qualità, il vulcano è un areale che per essere compreso a fondo non può prescindere dall’osservazione delle singole realtà, soprattutto quelle in scala ridotta che spesso vestono la dimensione della conduzione familiare e che hanno scelto ad ogni costo la fatica dell’essere custodi di una tradizione e di un paesaggio.

E’ stata questa la premessa di “Piccolo è bello”, l’appuntamento di Fondazione Italiana Sommelier/Bibenda dello scorso 12 luglio che ha raccolto a Casa Merlino, sul versante Nord del vulcano, 28 produttori di vino e 5 produttori di olio accomunati dal fare qualità fra le contrade etnee, ciascuno con una storia da raccontare e da far degustare.

“La scelta è quella di narrare un territorio attraverso le microproduzioni di vino ed olio” – spiega Agata Arancio, coordinatrice dell’evento e Vice Presidente di Fis – “piccolissime realtà che raccolgono la sfida dell’eccellenza portando avanti con passione e impegno produzioni che tutte insieme esprimono il ricco patrimonio etneo”.

Le due produzioni più antiche e più diffuse della civiltà mediterranea vino e olio vengono sempre più comprese e attenzionate ma per il grande pubblico non sono ancora sullo stesso piano: se per il vino cresce la sensibilità ad apprezzare vitigni e processi di vinificazione e quindi ad affrontare anche una certa spesa, per l’olio il percorso di conoscenza è appena all’inizio.

E’ in questa direzione di educazione al consumo che lavora anche la Dop Monte Etna, la denominazione che tutela le produzioni d’olio Evo del vulcano, divulgando la biodiversità come ricchezza con un patrimonio di oltre 535 varietà autoctone e un profilo sensoriale delle cultivar particolarissimo che è frutto dello scambio con la montagna. Un concetto complesso spiegato con enfasi dal Presidente APO (Ass.Produttori Olivicoli) Giosuè Catania alla tavola rotonda moderata da Enzo Signorelli produttore d’olio e photoreporter, alla quale sono intervenuti anche Ignazio Scimone produttore e padrone di casa insieme a Tina Merlino, e Giuseppe Pennino capo panel e assaggiatore professionista.

Dopo un’accurata introduzione Maurizio Micari, docente Fis e sommelier dell’olio, ha introdotto gli intervenuti all’assaggio di 5 etichette etnee: Merlino, Grottafumata di Mauro Cutuli, Enzo Signorelli, Sikulus e Sololio.

Imbottigliare unicità sembra questa la mission delle aziende agricole, “Dal punto di vista della quantità sembra una storia marginale ma se riusciamo a leggere il potenziale qualitativo di ogni piccola realtà ci accorgiamo di quanto esse siano importanti” – ha sottolineato il Presidente Fis Paolo Di Caro – “non è un caso l’accostamento tra vino e olio, l’intenzione è quella di dedicare spazio alle eccellenze e l’olio etneo merita di essere raccontato e valorizzato contribuendo attivamente all’unicità del territorio”.

Tra le numerose interessanti etichette di vino ecco 7 assaggi da degustare subito e contattare alla prima occasione per un’escursione in vigna:

Vini Calì – Fanciulla – Etna Bianco Doc 2019

La prima vendemmia di una nuova realtà: 2,5 ettari in contrada Lavina a Linguaglossa allevati biologico. Al naso prevalgono note agrumate e minerali, freschezza e gioventù sono le caratteristiche del vino appena imbottigliato che si presenta già interessante e dai tratti ben delineati.

Azienda Agricola Francesco Modica – Sciauru – Terre Siciliane IGP 2019

Un piccolo capolavoro di un’azienda storica posizionata a Nord del vulcano in Contrada Sciaranuova dove le uve seguono i cicli naturali senza particolari interventi. Blend di Carricante e Grecanico, il vino possiede un naso fine ed elegante con spunte erbacee e vegetali, sorso strutturato e consistente alimentato da una possente vena sapida.

Azienda Agricola Camarda – U Funnali – Terre Siciliane IGP 2019

L’azienda Camarda viene avviata agli inizi degli anni ‘60 a Passopisciaro, Frazione di Castiglione di Sicilia nelle Contrade Feudo di Mezzo e Porcaria. U Funnali è il rosato da uve Nerello Mascalese, un vino floreale attraversato da potenti note minerali che si ritrovano anche all’assaggio.

Azienda Agricola Sofia – La Contrada Piano dei Daini – Etna Rosso Doc 2018

Il vino di contrada dell’Azienda Agricola Sofia è un vino interessante e ben fatto, il naso rimanda ai sentori classici del Nerello Mascalese: il fruttato, il floreale, il minerale, lo speziato formano un gioco di incastri dietro il quale è facile lasciarsi andare in piacevolezza. Il sorso è vigoroso e bilanciato con un finale persistente.

Nuzzella Azienda Agricola – Etman – Etna Bianco Doc 2019

In contrada Selmo a Linguaglossa, i vigneti di Nuzzella conservano una straordinaria bellezza: consigliatissima la visita con il produttore Nicola Oteri. L’etichetta produce un eccezionale spumante di grande eleganza ed equilibrio da uve di Nerello Mascalese vinificate in bianco ed ha appena aggiunto alla produzione una nuova referenza “Etman” un bianco in puro stile etneo, strutturato e di grande beva.

Al-Cantara – A Nutturna – Terre Siciliane IGP 2018

A pochi passi dall’omonimo fiume, Al-Cantara racchiude il fascino ancestrale del vulcano. Una tappa da percorrere sull’Etna per osservare la magnificenza dei vigneti ma anche per l’unicità paesaggistica costituita dai particolari spietramenti che qui hanno grandi proporzioni quasi come “piramidi” a secco. I delicati sentori rimandano ai piccoli frutti endemici dei gelsi bianchi e alle note minerali della pietra bagnata, il vino scorre agile sul palato e richiama immediatamente la piacevolezza di un altro sorso.

Cantina del Malandrino – Rosato da Nerello Cappuccio – campione di vasca 2019

Nel territorio di Mascali la biofarm Bagolarea è un microcosmo di biodiversità dove nel massimo rispetto dei cicli naturali si coltivano avocadi, frutti tropicali, ulivi, melograni e vitigni autoctoni. Il paesaggio cambia ad ogni metro, nella zona più alta del frutteto la struttura dedicata agli affinamenti in anfora. Una realtà da andare a scoprire per godere della vista dei terrazzamenti affacciati sul mare. Diego e Cinzia sono vigneron eclettici e ardimentosi che amano le sfide: fra gli assaggi (tutti consigliatissimi) un rosato da uve Nerello Cappuccio, un vino tagliente, spigoloso che possiede tutta l’irruenza del vulcano, un interessante esperimento che valorizza un vitigno che è un tassello della storia etnea.

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