Open day al Museo Diocesano di Caltagirone, l’arte a servizio delle scuole

Si terrà domenica 4 febbraio alle ore 16.30 l’Open day organizzato dal Museo Diocesano di Caltagirone rivolto ai docenti scolastici di ogni ordine e grado per fare conoscere la collezione permanente e le mostre temporanee ospitate nel Museo. Saranno presentati i progetti didattici dedicati alle scuole per avvicinare gli studenti ai grandi artisti ospitati fino all’8 maggio 2018, grazie al patrocinio della Regione Siciliana Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo e del Comune di Caltagirone.

Si tratta di tre artisti contemporanei e uno storico: “Il Rumore del mare” di Giovanni Iudice, “Armonia dell’infinito” di Piero Guccione e “Armonia mediterranea” di Nicolò Morales.

“Il Rumore del mare” di Giovanni Iudice
All’interno della suggestiva Cappella neogotica del Museo, i dipinti esposti si configurano come finestre aperte sul dramma dell’uomo contemporaneo, che portano l’osservatore a vedere dentro di sé, a vivere intimamente il dramma umano, a scoprire e attivare le potenzialità nascoste nelle pieghe del suo essere “uomo-accanto” all’uomo del nostro tempo. La forza comunicativa delle opere viene supportata da un allestimento che fa entrare quasi concretamente nel dramma dei migranti, anche attraverso un’ambientazione simbolica del “barcone” in cui le opere sembrano quasi gli oblò di una nave stracolma di clandestini. Al suo esterno un’imponente e spigolosa istallazione contemporanea sembra prendere vita attraverso la proiezione di immagini simboliche e suggestive; al suo interno diventa “luogo” interattivo in cui è possibile “toccare” con mano l’esperienza della traversata mediterranea: la fisicità degli oggetti, i suoni, le luci fanno di fatti intraprendere un viaggio introspettivo, alla scoperta di nuovi orizzonti possibili di solidarietà umana.
“Armonia dell’infinito” di Piero Guccione
Raccoglie 30 opere, con qualche inedito, per raccontare il percorso artistico del Maestro dal 1962 al 2014. Dai primi dipinti come Omaggio a F. Bacon, Giardino su muro giallo e A Lenin, alle rondini e alle bimbe bionde, fino ai dipinti maturi che quasi tolgono il fiato come Paesaggio di punta corvo prima del tramonto o Dopo il tramonto dove “Più che il mare nella sua naturalità è l’idea del mare che credo di proseguire con tutta la carica emozionale che promuove nelle sue infinite variazioni”. Per poi arrivare al 2014, anno in cui ha realizzato il suo ultimo capolavoro, un’opera dolce dove è impossibile non perdersi con lo sguardo in un gioco di luci e di sublimi colori. Nelle sue tele, cielo e mare si incontrano, quasi si fondono, ma non si confondono.
“Armonia Mediterranea” di Nicolò Morales
La mostra raccoglie le ormai famose installazioni di Morales raffiguranti pesci e volatili fantasiosi, conchiglie e pinne e altre realtà appartenenti al mondo marino. A muro o a pavimento, in queste opere le teste sono separate dalle code e dal corpo per la dicotomia tra l’apparire e il bisogno di nascondersi. “La parte mancante è idealmente dentro la superfice – spiega Morales – perché in questa società tutti vogliamo emergere e, al tempo stesso, tutti sentiamo il bisogno di scappare in un universo che il più delle volte non è il nostro. Scelgo i soggetti marini perché è dal mare che viene la vita, lo stesso feto è immerso nel liquido amniotico e il corpo umano è nel 90% acqua”. Morales, è un artista, artigiano, un maestro ceramista. A 17 anni ha debuttato con la sua prima personale. La sua consacrazione, alla Biennale di Venezia 2011, curata da Vittorio Sgarbi che delle sue opere ha detto: “Sono invenzioni di grande felicità”.
 L’appuntamento terminerà con un aperitivo di ringraziamento.

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