Sicilia sostenibile: networking e sviluppo green a Bionsicily

di Valeria Lopis – La biodiversità mediterranea è il tesoro con cui la Sicilia comincia a identificarsi: un patrimonio enogastronomico che la rende ricca e produttiva ma anche bella e appetibile come meta turistica.

Bio in Sicily lo scorso 3 e 4 Ottobre è stato il forum regionale che ha permesso un confronto fra realtà strategiche del territorio che operano nell’ambito agroalimentare e dell’accoglienza turistica ed esperienziale.

Sovrano di molti paesaggi e simbolo del mangiar sano, l’agrume ed in particolare il limone nelle sue numerose varietà, è stato protagonista a Bio in Sicily con il momento del “Verdello Fest” dedicato al celebre prodotto bagherese ed è stato oggetto di diversi dibattiti con un dato certo: i Distretti Produttivi che vantano anche l’acquisizione del marchio di origine europeo dell’ IGP sono avvantaggiati nel tutelare una filiera sostenibile e virtuosa.

Il Consorzio del Limone di Siracusa IGP, il più grande in Europa, ad esempio, conta oltre 150 produttori, oltre 30 confezionatori in rappresentanza delle più importanti realtà dell’orto-frutta siciliana, circa 40 aziende che trasformano il prodotto, 1450 ettari di produzione che rappresentano il 32 per cento di quella nazionale.

Sul versante Messinese jonico, si coltiva il Limone Interndonato, un frutto invernale con un ritmo di accrescimento elevato ed un periodo di maturazione precoce, che consente la sua immissione al consumo già da settembre. L’areale di produzione è di circa 330 ettari, di cui circa 80 di superfice certificata IGP e 70 dedicati al biologico.

Per il Limone dell’Etna si stimano circa 2.500 – 3.000 ettari di coltivazione in un’area compresa fra le province di Catania e Taormina, in cui la notevole asperità del terreno, la presenza dei tipici muri a secco in pietra lavica, la necessità di un’agricoltura tradizionale e poco meccanizzata, l’alto valore paesaggistico sono fra i fattori che più incidono sul prezzo finale.

Una produzione e commercializzazione che non conosce sosta e ruota per 12 mesi l’anno, destinando la materia prima principalmente all’industria della trasformazione; lo scorso 18 giugno la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la domanda di registrazione della denominazione IGP “Limone dell’Etna”.

A tal proposito è stato interessante ascoltare l’intervento di Renato Maugeri, patron del country boutique Zash e promotore insieme ad un team di produttori e tecnici del limone IGP “Limone dell’Etna”, denominazione ormai ad un passo dal decreto.

“Il paesaggio agricolo, in particolare gli agrumeti ben curati con i loro frutti che durano tutto l’anno sono una delle dotazioni di successo dell’offerta turista in Sicilia – ha spiegato l’imprenditore acese Maugeri – ” fra i percorsi da rendere subito fruibili e attrezzati di altri servizi sono i circuiti rurali di campagna, una risorsa di valore che possiamo rendere produttiva”.

“Il Verdello Fest” dedicato al Verdello di Baheria, “Biodì” fiera della biodiversità coordinata da Idimed e dall’Università degli Studi di Palermo e “Green & Book” coordinata da Mario Liberto, una finestra sull’editoria specializzata del cibo, dell’ambiente e del turismo rurale

Gli organizzatori di Bio in Sicily, hanno espresso soddisfazione per l’andamento complessivo della manifestazione che ha connesso tre grandi eventi legati tra loro dall’idea di un’economia di gusto e bellezza: il “Verdello Fest” dedicato al famoso prodotto bagherese, “Biodì” fiera della biodiversità coordinata da Idimed con la presenza del segretario generale Francesca Cerami e dall’Università degli Studi di Palermo, “Green & Book” coordinata da Mario Liberto, una finestra sull’editoria specializzata del cibo, dell’ambiente e del turismo rurale.

“Siamo riusciti a creare un dibattito forte in un momento molto difficile per tutti a causa della pandemia” – ha detto Adalberto Catanzaro, fiduciario della Condotta Slow Food di Bagheria – “abbiamo avuto partecipazioni e contributi di grande livello, l’evento contingentato e in sicurezza ha permesso di dare un bel segnale: il progetto Bio in Sicily inizia da qua e abbraccerà l’enogastronomia, l’energia, la mobilità, il turismo”.

Un ottimo risultato di squadra raggiunto attraverso l’impegno dell’associazione “La Piana d’Oro”, dalla Condotta Slow Food di Bagheria, dal Gal “Metropoli Est” e dall’A.P.O. Sicilia (Associa-zione Produttori Agrumicoli ed Ortofrutticoli) e con il patrocinio dell’Assemblea Regionale siciliana e del Comune di Bagheria, per fare il punto in ambito regionale, nell’anno dedicato alla biodiversità, su questioni di grande attualità legate allo sviluppo sostenibile.

“Bio in Sicily ha l’ambizione di diventare il primo evento di carattere regionale sulla biodiversità – ha detto il sindaco di Bagheria Filippo Tripoli -. É nostra intenzione continuare a lavorare mettendo insieme le risorse del pubblico e le competenze del privato per valorizzare e dare una nuova visione al nostro territorio che può contare su ricettività, buona qualità della vita, promozione dei beni monumentali e dell’attività del terziario. Lavorando in sinergia con Regione e Area Metropolita, sono certo che potremo ottenere il giusto rilancio”.

Filo conduttore l’importanza di lavorare in “bio” seguendo il rispetto per l’ambiente e la stagionalità: argomento affrontato anche nel dibattito “Strategie del turismo sostenibile ed enogastronomico” che ha visto tra i partecipanti Luigi Bonsignore, titolare dell’omonima cantina e presidente della Strada del Vino e dei Sapori della Valle dei Templi, Antonio Mineo, presidente della Pro Loco “Bagheria Città delle Ville” e Tony Lo Coco, vicepresidente dell’associazione Le Soste di Ulisse.

L’inventiva, l’adattamento, l’originalità del “brand” Sicilia sono stati valori sostenuti anche da Pierfilippo Spoto, l’eclettica guida turistica che porta i visitatori nei luoghi più autentici dell’isola tra i Sicani e la Valle del Platani, alla scoperta di paesaggi ed esperienze rurali a stretto contatto con il territorio.

Nei rispettivi contesti l’obiettivo per il futuro è il medesimo: dare sempre più valore “green” alla Sicilia. È stato conferito anche un premio speciale intitolato alla memoria del se-natore Bartolo Fazio, che tanto si è speso per lo sviluppo, la salvaguardia e la valorizzazione del territorio siciliano.

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