Sos da settore moda in Sicilia, Claudio Miceli: 2 mosse anti-crisi

La crisi economica generata dall’emergenza Covid-19 “comportera’ per il settore dell’abbigliamento conseguenze gravi, inattese ed inevitabili, almeno per tutto il 2020. Con i consumi praticamente fermi, dobbiamo essere pronti ad affrontare i rischi che impatteranno sull’equilibrio finanziario e la continuità produttiva ed occupazionale”.

Lo dice Claudio Miceli, imprenditore catanese responsabile del settore Moda dell’associazione Confesercenti di Catania.

A quasi un mese dalla chiusa forzata delle attivita’, l’imprenditore, in rappresentanza delle 350 fra medie e piccole imprese e realta’ di eccellenza artigianale, lancia alcune proposte rivolte alle Istituzioni, nazionali e locali, ma anche ai partner, per rilanciare il settore.

“Come Confesercenti di Catania – spiega Claudio Miceli – abbiamo elaborato due proposte per essere preparati alla riapertura delle attivita’ che auspichiamo possa avvenire entro fine maggio”. Per quella data i negozianti, che guardano con estrema preoccupazione al loro futuro, dovranno essere messi nelle condizioni, e’ l’idea, di poter utilizzare due strumenti fondamentali per contrastare la crisi: i saldi straordinari e il contratto di conto vendita. Mentre allo Stato e alla Regione si chiede “di continuare a fare la propria parte, varando misure economiche che permettano maggiore liquidita’ alle casse”.

“Congeliamo la primavera con una sorta di saldi straordinari – esordisce Miceli – almeno fino all’autunno, in modo da arrestare e rallentare il sistema e ottenere una nuova calendarizzazione che riesca a dare a tutti gli addetti al settore il tempo e le risorse per riallinearsi, alle aziende e agli stilisti il giusto periodo per riorganizzare team e filiere e ai negozianti il tempo di vendere le enormi rimanenze rimaste”. Gli esercenti che operano nel settore della vendita di abbigliamento al dettaglio vivono di stagionalita’ – prosegue Miceli- la chiusura totale dei negozi in un periodo come questo, comportera’ la perdita di gran parte della vendita del prodotto primaverile, per no parlare di tutti quei prodotti legati alle cerimonie, che rappresenta senza dubbio il periodo piu’ importante e proficuo dell’intero anno”. Da qui, la seconda proposta.

“Riteniamo fondamentale – aggiunge Miceli – formalizzare un accordo con le aziende con cui lavoriamo, il cosiddetto conto vendita, (contratto estimatorio ex post) che permetterebbe di non obbligare il negoziante al pagamento anticipato della merce ricevuta, ma viceversa di pagare solo quella effettivamente venduta e di restituire i prodotti invenduti”. Soluzione che riverserebbe vantaggi anche sul consumatore finale, poiche’, il calcolo del markup pricing farebbe abbassare il prezzo al dettaglio creando nuovo slancio all’economia martoriata, favorendo la ripresa del commercio.

La proposta si intende valida fino alla fine dell’emergenza covid-19. “Per quegli imprenditori che per ragioni di tipicita’ del loro business non potranno usufruire di questa soluzione – conclude Miceli – vorremmo aprire un tavolo di trattative per negoziare sconti sulla merce ricevuta e non pagata, nell’interesse di tutti”. La Confesercenti di Catania ha inoltre proposto degli emendamenti sulla conversione in legge del decreto Cura Italia, recante misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica.

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