Speciale Catania Film Fest, “BEASTS” cortometraggio belga, regia di Giorgio La Rosa
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Speciale Catania Film Fest, “BEASTS” cortometraggio belga, regia di Giorgio La Rosa

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Di Sofia Massimino  – “BEASTS” è un cortometraggio belga, regia di Giorgio La Rosa e racconta la storia di una giovane donna appena uscita di galera che fatica a reintegrarsi con la società. Proprio questa difficoltà la spinge ad accettare l’incarico che un ex componente della sua banda le propone in modo tale da poter mettere da parte dei soldi essendo stata lontana dalla società. Inizialmente la donna sembra convinta di voler fare un “ultimo colpo”, ma dopo aver discusso con il compagno che ha scoperto le vere intenzioni del suo avvicinamento a lui, la protagonista decide di farla pagare al criminale che l’aveva ingaggiata, ingannandolo per poi farlo arrestare.

Il film ha la struttura tipica dei racconti di genere, il tempo è diviso in due e la sceneggiatura è portata avanti tra presente e passato per mescolare le carte e spiazzare un po’ lo spezzatore, per fargli scoprire elementi del racconto che in una narrazione cronologica sarebbero dati per scontato e avrebbero meno effetto. Il regista gioca con i cliché del noir utilizzando in maniera caricaturale delle citazioni alla sceneggiatura di Tarantino, come particolari inquadrature e primissimi piani che riprendono “Pulp fiction”. L’elemento imitativo-caricaturale si riscontra anche nel distacco ironico del modo in cui recitano gli attori, enfatizzando ad esempio lo stereotipo della femme fatale.

A seguire la proiezione di “Nel blu”, che concorre per la categoria “Miglior cortometraggio italiano indipendente” diretto dal regista Mounir Derbal. 

La trama tratta di Guerino, un ex pescatore rude e solitario che vive vicino al vecchio faro di Fiumicino e lavorando alla giornata fa ciò che gli capita per tirare avanti. Sulla linea sottile della moralità, si riscatta ogni notte, guidando le navi come quel vecchio faro che ormai nessuno considera più.

Occasionalmente il protagonista fa il trasportatore di droga in mare e per questo lo arrestano trovandolo in possesso di stupefacenti.

Il film è caratterizzato dalla macchina da presa concentrata unicamente su un attore per raccontare tutto il suo mondo interiore, come se lui stesso stesse vagando all’interno della sua mente e tra i suoi fantasmi. La sua figura apre quasi sempre in primo piano insieme ad un paesaggio devastato che fa da sfondo.

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