Speciale Catania Film Fest: “Ezio Bosso. Le cose che restano”
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Speciale Catania Film Fest: “Ezio Bosso. Le cose che restano”

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di Norma Lutri e Sofia Massimino – Il documentario “Ezio Bosso- Le cose che restano”, del regista Giorgio Verdelli, che concorre per la categoria “film fuori concorso”, è stato protagonista, giorno 28 novembre, dell’apertura del Catania Film Fest 2021. L’evento in collaborazione con Zo Centro Culture Contemporanee, ha dato l’opportunità di avere un incontro con il regista Giorgio Verdelli prima della proiezione. “Sono un esperto di musica e conoscevo Ezio Bosso, come tutti, ma, in realtà, c’era molto di più”, ha esordito il regista.  

Il documentario ripercorre la vita e la carriera del musicista con le parole e le testimonianze di amici, familiari e collaboratori tra cui l’attore Silvio Orlando, Paolo Fresu e Gabriele Salvatores.

Proprio per quest’ultimo Bosso ha scritto tre colonne sonore. In tanti, infatti, hanno voluto ricordare la grande figura che era Ezio Bosso. Il docu-film racconta la sua vita sin dall’infanzia in un quartiere operaio di Torino facendoci entrare nel mondo immaginario dell’artista, tutto fuori dall’ordinario.

Il regista ha voluto dimostrare come Ezio è stato qualcosa di molto più grande di un contrabbassista, un pianista o un compositore.

Mostrava tanto amore per la vita e per la musica attraverso le parole condivise in mezzo al pubblico. Pezzi di vita riesumati tra audio, video e le sue opere musicali che raccontano allo spettatore come Ezio vedeva la musica e la vita parti della stessa cosa, come riusciva a rendere la musica qualcosa per tutti, senza frontiere. Lui era “la musica dentro un corpo”, così veniva descritto da amici e colleghi.

Durante il film lo spettatore assiste ad un succedersi di fasi della sua vita: dalla sua infanzia alla sua giovinezza, per poi arrivare a Londra, città dove lui avrebbe vissuto undici anni della sua vita e che lui chiamava casa. Nel documentario chi ricorda il musicista è anche il conduttore televisivo Carlo Conti che l’ha accolto al festival di Sanremo ed è li che Ezio disse “per me la musica è magia, non a caso il direttore ha la bacchetta”.

Nonostante la malattia che lo aveva colpito nel bel mezzo della vita, a carriera inoltrata, la sua forza comunicativa e il suo bisogno di comunicare attraverso la musica erano molto forti. Ezio era capace di “trasmettere cose complicate in maniera molto semplice” e ciò accadeva grazie alla sua enorme sensibilità che arrivava a tutti grazie a performance intense ed incredibilmente emozionanti.

Ciò che il musicista provava suonando gli si leggeva sul volto, sembrando quasi come se le porte del paradiso si fossero aperte dinanzi a lui. Ciò che Verdelli tenta di rappresentare nel suo progetto, non è solo Ezio Bosso musicista, ma anche Ezio Bosso persona, con il suo carattere talvolta difficile e stravagante, la sua spiccata cultura e l’immensa forza con cui affrontava la vita e coltivava la sua più grande passione, imprescindibile da tutto il resto.

Il brano inedito The Things That Remain è un ultimo messaggio di Bosso per tutti, perché come lui stesso ha dichiarato: “Ognuno si racconterà la propria storia ed io posso solo suggerire la mia”. Portatore di un potente messaggio motivazionale nella sua vita e nella sua musica, Ezio Bosso è stato e sarà sempre una fonte d’ispirazione per chiunque vi si avvicini, “una presenza, non un ricordo” come intende lo stesso regista del film, Giorgio Verdelli che, al Catania Film Fest, ha ricevuto il premio speciale come film fuori concorso.

“La musica come la vita si può fare in un solo modo, insieme”

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