Speciale Catania Film Fest, “Gaza mon amour”dei fratelli Nasser ospiti del Festival
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Speciale Catania Film Fest, “Gaza mon amour”dei fratelli Nasser ospiti del Festival

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Di Irene Monti e Angela Olivella – Presentato presso il Cinema King di Catania, il film fuori concorso nell’ambito del Catania Film Fest ,“Gaza mon amour”, appartenente alla sezione “Catania Mediterranea”. 

L’incontro ha avuto inizio con una breve introduzione del direttore artistico del festival Cateno Piazza, accompagnato da Aurelio Gambadoro, Valentina Anastasi, Giusi Sipala, Maria Arena e Nancy D’Arrigo. Presenti i fratelli Nasser, registi della pellicola e ospiti del Festival, che per l’ottava volta si trovano in Italia per le proiezioni del loro lavoro. Ma affermano che questa è la prima volta in cui sentono la connessione con il “vero senso mediterraneo”. 

Il film è stato proiettato e distribuito in quasi tutte le città della Palestina, ad eccezione di Gaza. I due registi hanno spiegato che, ogni volta che creano un personaggio, cercano sempre di prendere spunto dalla realtà, cercando di coglierne ogni dettaglio per renderlo credibile il più possibile. Vogliono mostrare le persone così come si presentano, senza messaggi nascosti. 

Nella pellicola ci sono alcuni attori professionisti, anche molto famosi, ma è fondamentale secondo i due registi, la presenza di attori non professionisti: “Devi essere davvero una persona di Gaza per interpretare questi ruoli e sentirli davvero vicini”.

Per la maggior parte il film è stato girato in Giordania, nei campi profughi palestinesi, mentre le altre scene, come quelle al mare, sono state girate nel sud del Portogallo. Questo perché è difficile, quasi impossibile, portare tutta l’attrezzatura necessaria nelle zone della Palestina dove gli israeliani spesso non ne concedono il permesso.

I fratelli Nasser stanno già lavorando ad un nuovo progetto dal titolo “Once upon a time in Gaza”. Anche questo parlerà di sentimenti comuni e diffusi e il contesto sarà sempre Gaza. I due però sono ancora in fase di scrittura. 

Lo scopo dei registi è quello di rappresentare persone normali, persone che amano, persone che vivono anche di altro e non solo di sofferenza. Vogliono offrire una realtà alternativa a quella proposta dai media e mostrare che Gaza non è solo dolore.

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