Speciale Catania Film Fest, in concorso: “Fall of The Ibis King”, “Home Video”, “La Conversione”
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Speciale Catania Film Fest, in concorso: “Fall of The Ibis King”, “Home Video”, “La Conversione”

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di Norma Lutri – Il corto d’animazione “Fall of The Ibis King” è in concorso al Catania Film Fest per la categoria “Miglior Cortometraggio Europeo Indipendente” e diretto da Mikai Geronimo e co-diretto da Josh O’Caoimh. 

In quest’opera lirica viene messa in scena una vicenda inquietante, la cui scenografia sul palco crea uno spazio verticale su cui i personaggi si muovono come volatili. L’antagonista di questa messa in scena diventa sempre più turbato ed instabile dopo l’inaspettato ritorno dell’ex attore protagonista. 

In “Fall of The Ibis King” ritroviamo la rottura di un triangolo amoroso, un leitmotiv classico della tragedia.             

Il cortometraggio permette allo spettatore di immergersi nel mondo del teatro e in tutto quello che succede dietro il sipario e con il progredire dell’opera, gli eventi assurdi che si svolgono sul palcoscenico diventano sempre meno astratti. 

La musica presente nel film, che accompagna la storia, suggerisce un’atmosfera cupa che alimenta una sensazione di suspense; i colori accesi e l’espressività dei personaggi aiuta a comprendere i sentimenti e i pensieri dei protagonisti. 

A seguire, il pubblico ha assistito alla proiezione del documentario “Where Mind Can’t Reach”, diretto da Aleksey Siman. 

La pellicola estone, in concorso per la categoria “Miglior Cortometraggio Europeo Indipendente”, narra la storia di Jose Minaya, un ballerino di origine peruviana che ci conduce in un emozionante viaggio attraverso la sua adolescenza, mentre aspira a diventare un ballerino hip hop professionista occupandosi, allo stesso tempo, delle avversità imprevedibili che si abbattono sulla sua famiglia. Jose nel parlare di suo padre, parla anche di come quest’ultimo abbia sempre cercato di impedirgli di intraprendere questa strada, ritenuto da molti solo per femmine; ed è qui che si sottolinea come la danza non è adatta solo ad un genere, la danza non ha genere. La passione di Jose nasce da un tentativo di rifugio da uno sfondo familiare alquanto problematico e da cui lui ha sempre cercato di scappare. Jose racconta tutti i suoi alti e bassi, dal supporto da parte di persone strette sia di tipo finanziario che mentale al suo periodo in cui ha iniziato ad avere i sintomi della depressione, ma la danza è sempre stata una via di fuga dai problemi.Il film, anche solo in pochi minuti, attraverso il racconto della vita e le parole del ballerino, porta lo spettatore ad una riflessione profonda sull’aiuto che si può nascondere dietro la passione in qualcosa, che da la forza e la volontà di anche solo provare a superare le difficoltà, seppur grandi. 

Il cortometraggio drammatico “Home Video”, presentato al Catania Film Fest è un film sperimentale di Tomáš Richtr e in concorso per la categoria “Miglior Cortometraggio Europeo Indipendente”. La pellicola tratta la storia sull’ossessione della gente per registrare ogni cosa. Dalla prospettiva di diversi livelli, notiamo come nella mente di ogni persona sia presente il desiderio di osservare ed essere osservati tramite i media. I protagonisti del film sono Mark e Kristyna, e, in una serata qualsiasi, lei trova una telecamera nascosta nel loro appartamento. Prima di poter capire il perché si trovi li, l’arrivo della madre di Mark complica ancora di più le cose. 

Il tema che il film tratta è oggi attuale, descrive la società da un occhio critico, e mostra come i media siano ormai protagonisti del nostro intrattenimento giornaliero e come sia ormai normalizzata la volontà di farsi osservare e di osservare gli altri. Nel film si parla di cosa è realtà e di cosa non è reale, quello che viene portato sui social, che vengono altrettanto criticati soprattutto attraverso l’immagine del film con uno stile “vecchio” portato dalla videocamera, che è l’opposto dell’immagine definita e pulita che vediamo sui social; la pellicola vuole rimandare a un’intenzione di voler ritornare al passato per superare il presente nel quale è ormai attuale questa “finzione” in cui tutti noi viviamo quasi inconsciamente. Il finale “aperto” del film lascia libero lo spettatore nel dare una sua interpretazione e nel pensare a come in realtà siano andate le cose. 

Il lungometraggio “La Conversione” è un documentario scritto e diretto dallo sceneggiatore e regista Giovanni Meola e che concorre per la categoria “Miglior Film Italiano Indipendente”

I protagonisti sono Vincenzo Imperatore, che da manager è diventato un consulente contro gli abusi delle banche, e Peppe De Vincentis, che passò 30 anni in galera ed è ora attore e drammaturgo.

Sottrarre e ingannare sono stati per molto tempo le attività principali delle loro vite, e vogliono svelare i segreti e tutto ciò che non è stato detto sul loro passato. 

Le storie dei due protagonisti vengono raccontate in parallelo, ed è cosi che vengono raccontate due facce diverse di Napoli. 

Due vite, due realtà opposte che sembravano andare su un’unica strada senza poterla mai cambiare, vengono raccontate attraverso le autobiografie dei due protagonisti, svelando errori e sbagli provenienti da questi due mondi.

Nel film, i due personaggi vengono mostrati nella loro quotidianità – mentre cucinano, mentre fanno una passeggiata ecc.- e nel mentre parlano del passato e di cosa hanno fatto per cambiarlo. 

I discorsi e le riflessioni dei due uomini diventano sempre di più degli sfoghi, su come siano stati incolpati di reati che non avevano commesso e di come, alla fine, sono riusciti a scappare e trovare una via d’uscita dall’ “altra loro vita”, ormai ritenuta come del tutto estranea ed esterna a loro.  

Peppe De Vincentis parla inoltre della sua dipendenza dalla cocaina, chiamata da lui “donna bianca”; racconta come gli abbia distrutto la vita, di come lo abbia portato nella solitudine ed inizia proprio a raccontare dagli inizi, prima che diventasse una vera e propria dipendenza. 

Vincenzo Imperatore racconta invece l’inizio all’università, come lui ha affrontato questa strada e di come ha deciso di continuarla visto il suo buon rendimento; ma ci parla anche delle banche, di cosa succede in italia al loro interno, di tutte le controversie in cui spesso lui stesso si è trovato. 

Due storie, diverse ma appassionanti e coinvolgenti, di due uomini che con il loro carisma e la loro espressività sono riusciti a dare una credibilità alle loro esperienze, ai fatti raccontati, alle loro “altre vite”. 

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