Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival, le novità di questa edizione

Il 4 e 5 marzo Roma ospiterà la sesta edizione di Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival, il più importante festival di settore italiano. Ne parliamo con Andrea Fofi, uno dei direttori artistici.

Quali le novità e gli eventi principali di questa edizione?

“La sesta edizione di Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival sarà all’insegna della continuità nella crescita dei brand presenti e provenienti da tutto il mondo, ma soprattutto farà registrare significative novità. Il format prevede infatti una programmazione sempre più ricca di eventi: il clou sarà una cocktail competition promossa da Balan Distribuzione. La Balan & Partner Mixology Contest vedrà la sfida tra 8 bartender in un contest a eliminazione diretta. La selezione dei partecipanti sarà curata da un panel di esperti bartender sulle ricette pervenute; il primo classificato riceverà un premio di mille euro. Confermata invece la presenza di ben 6 realtà del panorama nazionale che si districheranno nella cocktail lounge con i loro bar e bartender. Tante masterclasses, tasting, seminary con guest internazionali, fra cui Erick Lorincz del Savoy Hotel di Londra e l’Oriole Bar, sempre di Londra. Per l’Italia la special guest sarà Filippo Sisti del ristorante di Carlo Cracco. Ogni informazione si può trovare al link ufficiale del festival www.spiritofscotland.it

Ci racconta la nascita di questo festival e come si è sviluppato nelle varie edizioni?

“Il Festival nasce nel 2012 per iniziativa del sottoscritto e di Rachel Rennie, scozzese di nascita ma romanissima a tutti gli effetti. In poche parole mancava una manifestazione del genere a Roma, dove i festival o le rassegne sono incentrare sul food, sul vino e sulla birra. Ci siamo allora detti ‘perché non provarci’ e dalla prima edizione, con 15 aziende e 1000 partecipanti siamo giunti alla quinta con oltre 50 aziende, 200 brand rappresentati, oltre 1000 etichette in degustazione e quasi 4500 visitatori in due giorni. La compagine oggi è allargata e ci tengo a citare Pino Perrone, Emiliano Capobianco e Andrea Franco, oltre allo staff che ci aiuta durante tutto l’anno nelle varie iniziative”.

Che tipo di pubblico frequenta il festival? Appassionati o anche neofiti?

“Il pubblico è veramente disparato. Neofiti, uomini e donne, whisky lovers, collezionisti, esperti e tanti operatori per un evento che nel tempo sta diventando sempre più trade, per la gioia delle aziende”.

Se dovessi segnalare una ‘chicca’ di questa edizione del festival a cosa pensi?

“Sicuramente l’area collector, che darà l’opportunità – a chi lo vorrà – di assaggiare dei whiskies veramente rari e vintage e i seminari mixology, totalmente gratuiti, ma soprattutto di grande spessore, visti i nomi dei relatori. Naturalmente anche la grandissima offerta di marchi rappresentati”.

Qual è il miglior modo di assaporare un whisky?

“In primis, scegliere il bicchiere adeguato su cui si potrebbe disquisire per ore, quindi, a seconda del momento della giornata, c’è un whisky per ogni istante. Personalmente non amo molto i torbati, però in una serata molto piovosa e fredda, magari davanti a un camino acceso, si prestano bene. Quello che posso certamente affermare è che esiste un whisky per ogni palato”.

 

 

 

 

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