Stile maschile, da Chanel alla divisa versatile della contemporaneità

di Aurora Salamanca – Elegante, ribelle, originale, per una donna che non vuole essere mai scontata e convenzionale. Tra le tendenze per il 2019 ritorna, infatti, lo stile maschile.

L’accostamento di linee femminili a tagli maschili compare nel 1885 per la prima volta ed è il primo passo verso l’emancipazione femminile anche nella moda. Allora come oggi lo stile androgino è archetipo trasgressivo capace di mettere in crisi, o addirittura sovvertire, le regole comunemente accettate. 

Chanel è una delle prime che, pur essendosi fatta conoscere nel mondo parigino nel 1926 con il suo famoso tubino nero, ha anche reinterpretato molti codici del guardaroba maschile per le collezioni femminili. Ha indtordotto l’impermeabile, il blazer con bottoni dorati di origine militare, i primi completi in tweed, tutti pezzi precedentemente riservati agli uomini.          

Tra le dive degli anni ’20 la prima ad osare abiti maschili al cinema fu Louise Brooks. Icona di stile e portavoce di una femminilità libera e disinibita. Ma la vera regina dello stile androgino è Marlene Dietrich, che negli anni ’30 era femme fatale al cinema e nella vita quotidiana si faceva confezionare abiti maschili che indossava con grande charme. Negli anni ’40 un’altra grande amante dello stile androgino fu Katharine  Hepburn, mentre negli anni ’50 si ritorna alla femminilità tradizionale, sia nell’aspetto sia nel ruolo sociale. Un rarissimo esempio di stile androgino è Judy Garland che balla in giacca maschile.

Il gran ritorno si ha con Twiggy negli anni ’60 per poi arrivare alla nascita dello smoking femminile di Yves Saint Laurent negli anni ’70.  “Una donna in un cappotto maschile è molto più sensuale di una donna in abito da sera” frase di Giorgio Armani, che negli ’80 rappresenta  una femminilità forte e ambiziosa, proponendo quella che sarà la divisa della donna di successo.

Particolarmente interessante lo stile androgino declinato secondo i canoni estetici degli anni ’90: linee rigorose e tagli maschili sono perfetti per la moda del periodo, portati in passerella da grandi nomi come Christian Lacroix, Dior per poi essere seguiti da Dolce & Gabbana e Gucci. Oggi lo stile androgino non perde fascino. Anzi. Anjelina Jolie, Kate Moss, Penelope Cruz e tantissime altre celebrities attingono al guardaroba maschile per un look irresistibilmente femminile.

Nella maggiorparte delle passerelle per questa Ss 2019 troviamo la divisa versatile della contemporaneità: il tailleur,  indossato con camicie di popeline, bluse di seta, dolcevita o senza alcun top. Molti stilisti tra cui Fendi, Etro, Givenchy e Armani, lo ripropongono nelle diverse e sgargianti sfumature come il blu digitale, l’arancione vitaminico, il verde speranza o il lilla bon ton. Una palette cromatica che si contrappone al grigio, nero e blu, ai non-colori della divisa “suit”. 

A contrapporsi ai colori vivaci troviamo il minimalismo posh di Victoria Beckham, Giambattista Valli, Burberry ed Ermanno Scervino, che utilizzano tonalità neutre come il beige e il bianco. Alternative curiose invece arrivano con Versace e i micro check vibranti, Erdem e l’utilizzo raffinato di un tartan in fresca lana e Tod’s con la pelle liscia. Inoltre, al completo con pantalone lungo, si contrappone il coordinato con bermuda o gonna-pantalone proposto da Marc Jacobs, Tibi e Chanel che lo accosta addirittura a dei ciclisti. Gli stilisti accorciano l’orlo e propongono una versione più estiva, pensata per le temperature più calde. Si porta con sandali, scarpe francesine e anche sneakers.

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