Viaggio a Est del vulcano: l’Etna Bianco Superiore di Milo

di Valeria Lopis – Se si pensa al vulcano è quasi istintivo associarlo all’idea del vino rosso: l’immagine dei fiotti di lava incandescente somigliano alle sfumature rubino di certe produzioni etnee, ma si tratta solo di un luogo comune nel quale è bene non cadere.

La stoffa di un areale vitivinicolo vocato è spesso intessuta di eccezioni e particolarità come quella dell’Etna Bianco Superiore DOC, ne è protagonista il Carricante vitigno autoctono a bacca bianca dell’Etna che punta tutto a Est.
“L’Etna Bianco raccoglie e fonde, nel suo pallore e nel suo aroma, nella sua freschezza e nella sua vena nascosta di affumicato, le nevi perenni della vetta e il fuoco del vulcano” scriveva così di Etna Bianco Mario Soldati sul finire degli anni ‘70, sorpreso dalla qualità e dall’identità di quel vino quasi sconosciuto, colpito dalla freschezza del sorso in un’epoca di vini cedevoli e morbidi, soprattutto al sud.

L’appellativo “Superiore” è arrivato in tempi decisamente più recenti e identifica quei vini prodotti con almeno l’80% di Carricante e da vigne ricadenti esclusivamente nel territorio di Milo.

Ma questo è l’inganno: Milo è un sud di montagna, il lungo boschetto verde da attraversare prima di accedere al paese è il benvenuto in quota.

Viaggiando a vele spiegate verso la prossima edizione della Vini Milo, la manifestazione dedicata ai vini del territorio, il Presidente del Consorzio Etna Doc Antonio Benanti in collaborazione con l’Assessore allo sviluppo economico Luca Patané e il Sindaco di Milo Alfio Cosentino insieme all’AIS (Ass. Italiana Sommelier) presente con il delegato Taorminese Gioele Micali e il suo responsabile di segreteria Gianluca La Limina e il delegato jonico etneo Claudio Di Maria, hanno organizzato una storica degustazione dedicata all’Etna Bianco Superiore, partecipata da tutti i produttori e da alcune figure di riferimento del territorio come il giornalista specializzato Federico Latteri.
Il segnale arriva forte e chiaro dalle cantine: una certa consapevolezza dell’essere espressione d’eccellenza, la necessità di incontrarsi e confrontarsi per crescere ancora e affrontare uniti le sfide del mercato, la voglia di raccontarsi a più voci costruendo insieme storia di un territorio.

Ecco le 9 etichette di Etna Bianco Superiore in degustazione:

Benanti – Contrada Rinazzo – Etna Bianco Superiore DOC 2018

La prima annata di un impianto giovane che restituisce un vino affilato e fresco ricco di sentori agrumati e minerali. Contrada Rinazzo si inserisce in un progetto dedicato al vino di contrada iniziato da Benanti nel 2016, la contrada come identità e appartenenza: l’espressione di un segmento preciso di terroir.

Eredi Di Maio – Affiu – Etna Bianco Superiore DOC 2018

Vignaioli dal 1867, i giovani cugini Eredi Di Maio sono sul mercato con un’unica referenza: l’Etna Bianco Superiore dedicato al nonno “Affiu”. Una microproduzione d’eccellenza con circa 2.700 bottiglie. Al naso il vino tratteggia piccoli fiori di campo con una nota di camomilla e una spunta erbacea di rosmarino, in bocca è rotondo, bilanciato e ben definito, beva di grande piacevolezza.

Tenuta delle Terre Nere – Etna Bianco Superiore DOC 2018

Il Cristoforo Colombo dell’Etna Marc De Grazia, scopritore moderno dei vini del vulcano e del loro straordinario potenziale, è approdato in Sicilia fra cenere e colate laviche nel 2002. Ogni vendemmia è un successo: finezza, eleganza, versatilità distinguono l’etichetta Tenuta delle Terre Nere. Il Bianco Superiore è un esercizio di stile nato con la precisa intenzione di creare un vino bianco longevo. Il calice sprigiona sentori floreali e cenni speziati di vaniglia, una nota iodata percettibile è il leit motiv dall’olfatto al palato: la nota salmastra risale anche per le vie retronasali al momento dell’assaggio, spiccata sapidità e persistenza.

 

Federico Curtaz & Eredi Di Maio – Kudos – Etna Bianco Superiore DOC 2018

Il valdostano di Sicilia, Curtaz calibra un vino giocato su freschezza e acidità. Il primo contatto con il vino è un respiro di macchia mediterranea, note erbacee e agrumate si fondono in un gioco di rimandi. Al palato è consistente e strutturato, l’impatto verticale è deciso ma non invadente. Un vino interessante da leggere in progressione nel tempo.

Azienda Agricola Calcagno – Primazappa – Etna Bianco Superiore DOC 2018

La produzione a conduzione familiare dei Calcagno è la perfetta dimensione etnea in linea con la tradizione del territorio. “Primazappa” evoca immediatamente l’idea di un vino contadino, lo è sicuramente nella genesi, ma già al naso racconta una storia di nobiltà ed eleganza: i sentori minerali e gessosi sono netti e definiti, li accompagna una densa nota di idrocarburo sintomo di un terziario già ben evoluto, chiude una leggera tostatura. Equilibrio e finezza si ritrovano al palato, la texture leggera e setosa del vino è invitante, la bocca ne chiede già un altro sorso.

Barone di Villagrande – Etna Bianco Superiore DOC 2018

Una delle cantine più rappresentative del vino bianco del vulcano dove si vinifica carricante dal 1958. L’eredità del Barone di Villagrande oggi è raccolta da Marco Nicolosi, umanista del vino e produttore poco interventista,della filosofia dell’agire quel tanto che basta senza risultare invasivo né in vigna né in cantina. Il vino è corredato da un naso ampio che rappresenta la biodiversità etnea tipica dei terrazzamenti: manto erboso e piccoli fiori di campo soprattutto. Il sorso è bilanciato si spande in bocca lasciando un manto setoso, chiude un finale sapido.

Barone di Villagrande – Contrada Villagrande – Etna Bianco Superiore DOC 2018

L’etichetta racchiude la particella della contrada Villagrande, l’iconico vino di contrada che presenta una complessità maggiore del precedente e una riconoscibilità immediata. Il floreale dell’olfatto è delicato, prevalgono le sensazioni minerali. L’assaggio scopre una trama fitta, la carica minerale ritorna anche al palato conferendo una certa profondità, una dimensione complessa piacevolmente alimentata dalla vena sapida del vino.

Tenute di Nuna – Nuna – Etna Bianco DOC 2018

Posizionata in un a strada a vocazione cicloturistica nel piccolo comune di Sant’Alfio, Tenuta di Nuna è una produzione artigianale che vendemmia dal 2015 un’unica etichetta di Etna Bianco. Una parentesi che non si fregia dell’appellativo “Superiore” ma che è stato chiamato in causa per ragioni di prossimità e appartenenza al territorio. Il profilo olfattivo del vino richiama i sentori croccanti delle pere coscia dell’Etna, le sensazioni erbacee del rosmarino, le note minerali della pietra bagnata. Al palato è equilibrato e dotato di buona freschezza.

Azienda Agricola Cosentino – Vigna don Paolo – Etna Bianco Superiore DOC 2017

Il vino del sindaco: anche il primo cittadino di Milo zappa e vendemmia, Alfio Cosentino si presenta con un’espressione interessante di Etna Bianco Superiore evoluto e dotato di profumi terziari che ricordano l’idrocarburo e la resina degli aghi di pino. Il sorso è vigoroso e consistente, rimane in bocca con una lunga e piacevole persistenza.

I Vigneri – Vigna di Milo, Caselle – Etna Bianco Superiore DOC 2017

La Casta Diva del vino dell’Etna, suggestiva come l’aria di un’opera omnia che racchiude tutto il sapere delle maestranze dei vigneri corporazione già costituita nel 1435. In contrada Caselle Salvo e Simone Foti sono custodi attivi del paesaggio e della tradizione etnea: dal sistema di allevamento ad alberello alla tutela della biodiversità, la produzione segue i cicli naturali. In degustazione la magnum size si presenta con naso ampio ricorda il miele e la pappa reale, le piccole sorbe endemiche del territorio, la tipica melina gialla locale chiamata “puma cola”. In bocca il vino è bilanciato, armonico, persistente.