Moda e cinema: per tutti gli appassionati

Moda e cinema un legame indissolubile

Per chi è appassionato di moda e ama i film un elenco di cosa vedere – e rivedere – per essere ispirato è perfetto in questo periodo.

Film e documentari sulla moda

Fare una selezione non è affatto facile dato che ci sono innumerevoli documentari dedicati alla vita degli stilisti più celebri, o alla creazione di collezioni di moda, o di rivista di moda.  Il Diavolo Veste Prada è uno degli ultimi titoli che riscuote sempre un gran successo ha fatto sognare una generazione intera. Ma Cenerentola a Parigi del 1957 è di certo uno dei primi film ambientato proprio tra redazioni di moda e sfilate.

I film d’epoca

Film dove, indipendentemente dalla trama, i costumi di scena fanno sognare, i guardaroba delle protagoniste sono curati in ogni più piccolo dettagli, una costante fonte di ispirazione sempre attuale dove da sempre hanno attinto artisti e stilisti, e che spesso catturato nel hanno rielaborato l’idea nel creare la loro collezione.

Una lista non esaustiva di film da vedere e rivedere, ma bisogna pure iniziare!

Cenerentola a Parigi (1957) 

La favola di moda per eccellenza. La straordinaria Audrey Hepburn interpreta una giovane bibliotecaria che viene scoperta da un fotografo di moda che la trasforma in una modella da copertina. Gli elementi perfetti ci sono tutti: la rivista di moda che lancia le tendenze (Think Pink!), la direttrice saccente ma dal cuore buono, gli abiti da sogno di Givenchy. Un pre Il Diavolo Veste Prada, ma con meno drama e più coreografie, balletti e canzoni. Una vera chicca, decisamente imperdibile.

La finestra sul cortile (1954)

Non parlerà di moda ma è intriso di messaggi di moda, di stile e di vestiti stupendi, grazie alla protagonista Grace Kelly. Un film che ha fatto la storia del cinema e nello specifico della regia di Alfred Hitchcock. Il protagonista, un fotoreporter d’assalto – interpretato da James Stewart, che, infortunato, è costretto sulla sedia a rotella ad annoiarsi davanti alla finestra di casa. Proprio il suo unico passatempo lo porterà a scoprire quello che succede nel suo cortile e nel palazzo di fronte . Storia appassionante che tiene con il fato sospeso di certo, ma mai quanto gli abiti indossati dalla splendida Lisa, una Grace Kelly in stato di grazia, che interpreta una brillante giornalista di moda dallo stile impeccabile. I suoi abiti, creati dalla costumista Edith Head, restano nell’immaginario collettivo come uno dei guardaroba più speciali e completi mai creati. ( Spoiler: La borsetta con il kit per la notte è memorabile)!

Caccio al ladro  (1955)

Con Cary Grant e Grace Kelly per la regia di Alfred Hitchcock. Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto un Premio Oscar. John (Grant) è un famoso ladro di gioielli, ritiratosi dalla “professione” dopo essere stato scarcerato durante la guerra e aver partecipato alla Resistenza in Francia. Sulla Costa Azzurra, dove ora vive, si verificano dei furti eseguiti secondo la sua tecnica d’un tempo. Sospettato, tra gli altri, da un’affascinante connazionale (G.Kely), rischia di essere ucciso ma, alla fine, riesce a scoprire il nuovo “gatto”: imprevedibile, ma non troppo. Grace Kelly sfoggia ancora una volta un guardaroba invidiabile e di forte ispirazione anche contemporanea. 

Se invece vogliamo vedere qualcosa di più recente, oltre i due film sequel della serie tv Sex and the City – dove le quattro amiche sfoggiano look alla moda ad ogni scena – ci sono dei titoli interessanti.

Coco Avant Chanel – L’amore prima del mito (2009)

Gabrielle è una giovane donna abbandonata dal padre e cresciuta in un orfanotrofio, dove ha imparato l’arte del cucire. Di giorno è impiegata come sartina in un negozio di stoffe troppo lontano da Parigi e di notte canta canzonette stonate per soldati ebbri di donne e di vino. L’incontro con Étienne Balsan, nobile e villano col vizio dei cavalli, introduce Coco in un mondo di pizzi, ozi e carezze. Insofferente alla vita edonistica e determinata a conquistare il suo posto nel mondo.

Il film-biografia su Coco Chanel della regista Anne Fontaine non disegna un ritratto completo, ma ha comunque il merito di far scoprire la vita della celebre stilista prima della fama e delineare alcuni tratti del suo carattere anticonformista. Lei indossa gli abiti dei suoi amanti mostrando uno spiccato senso per lo stile e mette le basi di quella che sarà la più elegante casa di moda.

I Love Shopping (2009)

Becky ha un problema, è dipendente dallo shopping. Per lei, spendere è l’unico modo di sentirsi davvero viva. Per ironia della sorte, una rivista di economia la assume per dare consigli ai lettori sui loro risparmi. Nascondendo la sua dipendenza al suo capo e ai colleghi, Becky deve affrontare i suoi demoni interiori o rischia di perdere se stessa. Un film che tutte le fashion addicted – e anche victim – devono vedere almeno una volta.

The Dressmaker – Il diavolo è tornato (2015)

Nel film dell’australiana Jocelyn Moorhouse, la splendida Kate Winslet interpreta Tilly, una sarta di successo che torna nella sua piccola città australiana dopo un periodo in Europa. I propositi di Tilly non sono così innocenti, dato che non si è mai dimenticata degli ex vicini che le hanno rovinato l’infanzia. Provvisto della giusta dose di commedia, The Dressmaker – Il diavolo è tornato ritrae una società al vetriolo in cui i pettegolezzi infiammano la rabbia della comunità. Al di là della trama – comunque originale – è incredibile quello che la sarta Winslet riesce a creare con un pezzo di stoffa è pura magia, esaltando la femminilità, aiutandole a trovare una maggiore sicurezza in se stesse anche grazie a quello che indossano!

Il Filo Nascosto (2018)

Uno dei best movie della moda ed anche uno dei capolavori di Paul Thomas Anderson. Il Filo Nascosto: ambientato nella fascinosa Londra del dopo guerra negli anni ’50, narra la storia di un sarto couturier, celebre per gli abiti creati per la famiglia reale e le star del cinema e per la sua passione per la bellezza. Ma Reynold Woodcock, nome del personaggio interpretato da Daniel Day-Lewis, è anche un uomo freddo, calcolatore e spietato verso le donne che conquista, finché non incontra Alma (Vicky Krieps), giovane e altera cameriera che viene trasformata in musa ma che si rivela tutt’altro che una mera ispirazione estetica. Una gioia per gli occhi e una trama avvincente per scoprire la moda da un punto di vista ancora nuovo. Un illuminante ritratto sia di un artista in un viaggio creativo, sia delle donne che hanno fatto girare il suo mondo.

Film da vedere almeno una volta nella vita

Film romantici che sono entrati nel cuore di chi li ha visti

Un elenco – ovviamente non completo – di film da vedere e rivedere. Film che hanno segnato generazioni e che si tramandando di generazione in generazione. Film che vanno visti almeno una volta nella vita.

Colazione da Tiffany

Harry ti presento Sally

Io e Annie

La mia Africa

Via col vento

Ti presento Joe Black 

Quattro matrimoni e un funerale 

Sabrina 

Il paziente inglese 

“Botero- Una ricerca senza fine” di Don Millar al cinema solo per 3 giorni

Arriva in sala solo il 20-21-22 gennaio con Wanted e Feltrinelli Real Cinema il film ufficiale della famiglia Botero, “Botero- Una ricerca senza fine” di Don Millar

Fernando Botero è l’artista colombiano più famoso nel mondo. Nato a Medellin nel 1932, ha vissuto a Firenze negli anni ’50, a New York nei ’60 e nei ’70 a Parigi. Le sue sculture giganti e le sue forme naif, sensuali e sinuose sono riconoscibili a prima vista e ben note ai pubblici d’Europa e degli Stati Uniti.

Nel 2015 ha esposto per la prima volta in Cina e di recente ha donato la sua collezione alla città di Bogotà, nel Museo che porta il suo nome e nel Museo de Antioquia. Ma di come si sia avvicinato all’arte da autodidatta e dei principi che animano il suo fare artistico, si sa molto poco.

Attraverso un dialogo continuo tra l’artista e i suoi tre figli, Lina, Fernando e Juan-Carlos e gli interventi di critici d’arte e galleristi, il regista canadese Don Millar scopre i temi e i traumi ricorrenti nell’opera di un creativo instancabile e controverso per la sua popolarità e accessibilità. Innamorato dell’Italia, dove ha preso casa negli anni ’80, di Piero della Francesca e della pittura rinascimentale.

Quote della stampa

“Impressionante e bellissimo. Magnificamente girato e montato.” IMDb

“Botero di Don Millar è un film-documentario-manifesto sull’ardore di vivere, sulla fame di cercare, credere, creare, sperimentare, non averne mai abbastanza di quello che può offrire la vita.” TaxiDrivers

“Il documentario ha il pregio di mostrare l’opera di Botero in almeno una decina di città diverse in cui si sono tenute le sue mostre, è ben documentato, ha una bella fotografia (curata da Johan Legraie e Joe Tucker), sorretta da una musica suggestiva composta da David Bertock e costituisce una vivace panoramica sul lavoro dell’artista colombiano” Mymovies

A questo link trovate l’elenco di tutte le sale in cui verrà proiettato

http://wantedcinema.eu/movies/botero-una-ricerca-senza-fine/

My Fair Lady, il debutto stasera al Massimo di Palermo


“My Fair Lady”, il grande musical di Alan Jay Lerner e Frederick Loewe debutta stasera 26 alle 20,30, al Teatro Massimo di Palermo. Tratto dalla commedia “Pygmalion” di George Bernard Shaw, il musical a teatro e poi nella versione cinematografica con Rex Harrison e Audrey Hepburn ha vinto ogni premio possibile, e otto Oscar solo per il film.
Tutta la compagnia proviene dai teatri del West End londinese, la mecca europea del musical. Sul podio della coproduzione con il San Carlo di Napoli, uno specialista del genere, il direttore inglese Waine Marshall.

I personaggi hanno una forte impronta britannica, ma nessuno come il professor Higgins, misogino insegnante di fonetica. La storia della fioraia del Covent Garden di Londra, nasce dalla scommessa con il colonnello Pickering: fare di Eliza Doolittle, una fioraia incapace di pronunciare la sacra lingua di Shakespeare, in una lady da portare al ballo dell’Ambasciata, e trasformarla in una aristocratica.

La regia di Paul Curran è del tutto fedele all’originale che ebbe 2.800 repliche a Brodway con Rex Harrison e Julie Andrews e altrettante a Londra, dove restò in scena per molti anni. Il libretto ripropone la favola di Pigmalione che infonde l’anima alla statua che egli stesso ha creato, proprio come Higgins riuscirà a dar vita alla fioraia, col solo aiuto di una lingua nuova e di una pronuncia corretta.

Le scene di Gary Mc Cann hanno riempito di fiori il primo atto, nella piazza del Covent Garden, e con i fondali dipinti avremo le immense librerie del professor Higgins e la corsa dei cavalli ad Ascot, che prende suono e ritmo dal calpestio degli orchestrali. Tra i protagonisti Robert Hands (Higgins), Nancy Sullivan (Eliza), John Conroy (Pickering), Martyn Ellis ( Alfred Doolittle),Rhis Whitfield ( Freddy Eynsford-Hill)e le attrici Julie Legrand, Gillian Bevan, Rosemary Ashe. Domenica pomeriggio prova generale sold out dedicata a Medici senza Frontiere. Poi repliche fino al 3 dicembre.

Festival del Cinema di Roma

Il festival del cinema di Roma, alla sua 14° edizione, sarà presso l’ Auditorium Parco della Musica, il 17 – 27 ottobre 2019

In programma nove film nella sezione RIFLESSI alla Festa del Cinema di Roma, qui tutte le informazioni e di seguito alcuni titoli:

NOT EVERYTHING IS BLACK

di Olmo Parenti, Italia, 2019, 61’ | Doc |
A sei persone non vedenti in giro per il mondo viene data una macchina fotografica e chiesto di scattare foto di tutto quello che vogliono usando i loro altri quattro sensi. Tra Turchia, Italia, Stati Uniti, Libano e Spagna i sei personaggi si cimentano nell’esperimento raccontando il loro punto di vista sulla realtà. Il film apre e chiude con un intervento di Andrea Camilleri.

MOKA NOIR: A OMEGNA NON SI BEVE PIÙ CAFFÈ | MOKA NOIR: NO MORE COFFEE IN OMEGNA

di Erik Bernasconi, Svizzera, 2019, 93’ | Doc |
A Omegna, lo scorso secolo nacque il distretto del casalingo italiano ad opera di aziende come Bialetti, Alessi e Piazza, che coi loro oggetti arrivarono nelle cucine di tutto il mondo. A seguito delle crisi economiche, dei cambiamenti generazionali, della globalizzazione, delle delocalizzazioni e delle lotte operaie, gli anni d’oro finirono, lasciando un immenso vuoto negli stabilimenti abbandonati e nei cuori della popolazione locale.

THAT CLICK

di Luca Severi, Stati Uniti, 2019, 90’ | Doc |La vita e le straordinarie fotografie di Douglas Kirkland, che con la sua macchina fotografica ha ritratto sessant’anni di cultura pop, spaziando dal fotogiornalismo ai ritratti di personaggi famosi, dalle foto di scena alla documentazione di grandi eventi globali. Dopo aver scattato alcune delle foto di Marilyn Monroe diventate poi tra le più famose, con il suo stile e approccio unico ha raccontato la moda e le celebrità con immagini immortali.

THE WHEEL OF KHADI – THE WARP AND WEFT OF INDIA | LA RUOTA DEL KHADI – L’ORDITO E LA TRAMA DELL’INDIA

di Gaia Ceriana Franchetti, Italia, 2019, 70’ | Doc |Una storia dell’India attraverso le sue arti tessili, dal Khadi agli handlooms e powerlooms, dall‘Indipendenza all’India di oggi. Leggero come le stoffe, elegante, lucido e potente il film racconta il paese visto dagli occhi di Gaia, viaggiatrice italiana che conosce tutta l’India. La storia è illuminata dalla voce e dalla carismatica presenza di Tara Gandhi Battacharjee, la nipote del Mahatma Gandhi, che ha vissuto con lui fino a sedici anni. | In viaggio |

A Napoli la 24ª edizione del Festival Internazionale di Film sull’Arte Contemporanea

Il Festival Internazionale di Film sull’Arte Contemporanea, a cura di Laura Trisorio, sarà inaugurato mercoledì 9 ottobre 2019, alle ore 18.00, presso il Teatro San Carlo e proseguirà nei giorni 10-11-12-13 ottobre presso il Teatro Augusteo di Napoli, dalle ore 16 alle 24 con ingresso gratuito.

Attraverso la proiezione di 30 documentari sui maggiori artisti, architetti e fotografi della scena internazionale, sarà offerta al pubblico una preziosa occasione per comprendere la poetica degli artisti, per vederli al lavoro nei loro atelier e per mostrare l’evoluzione dei linguaggi dell’arte contemporanea.

La serata inaugurale al Teatro San Carlo sarà dedicata alle proiezioni in anteprima italiana del film Ai Weiwei: Yours Truly, del primo film realizzato sulla vita di Cy Twombly, sarà inoltre proiettato in anteprima mondiale il più completo documentario su Carlo Alfano.

Sono in programma, tra gli altri, documentari sugli artisti Daniel Spoerri, Fernando Botero, Yayoi Kusama, Maurits Cornelis Escher, Joan Miró, Sean Scully, Victor Vasarely, Christo, Luchita Hurtado, Olafur Eliasson, Rebecca Horn, Peter Greeenaway, James Turrell; Kara Walker & Jason Moran, Kevin Beasley; sulla nascita della pubblicità moderna attraverso la storia dei primi manifesti pubblicitari; sulla storia e lo spirito del Bauhaus; sulla mostra Josef e Anni Albers: VIBE – Voyage Inside a Blind Experience; sull’arte come strumento di solidarietà nella comunità di recupero di San Patrignano; sulla storia del collezionista d’arte J Paul Getty e della sua famiglia; sul tema della conservazione e del restauro delle opere d’artecontemporanea secondo il punto di vista di Christian Scheidemann, noto come Art Doctor e considerato tra i più grandi esperti della materia; su Hitler e l’ossessione dei nazisti per l’arte, che li portò a fare razzia di opere nei musei dei territori occupati e nelle case di collezionisti ebrei; sui fotografi Cecil Beaton e Stefano Cerio, sugli architetti Mario Botta e Renzo Piano.
Il programma completo della manifestazione è disponibile sul sito www.artecinema.com.

9 ottobre ore 18.00Teatro San Carlo
Biglietto d’ingresso costo € 15 acquistabile sul sito www.teatrosancarlo.it o al botteghino

10 – 11 – 12 – 13 ottobre ore 16.00 / 24.00, Teatro Augusteo
ingresso gratuito

“Chiara Ferragni Unposted”, l’ennesimo successo dell’imprenditrice di Cremona

‘Chiara Ferragni Unposted’ è stato un successo al botteghino. Il film, proiettato per soli tre giorni dal 17 al 19 settembre e ampiamente criticato dagli addetti ai lavori, ha guadagnato 1.582.872 di euro secondo i dati Cinetel. Per un giro d’affari – contando anche il potenziale economico del prodotto – superiore ai 10 milioni.

Primo posto al botteghino il giorno del debutto con 513.543 euro, ha dovuto cedere la prima piazza nei due successivi giorni di programmazione scavalcata da un gigante come Quentin Tarantino. La seconda posizione è stata mantenuta sia il 18 che il 19 settembre con 532.323 e 537.006 euro. Inoltre, secondo i dati Cinetel, il docufilm sull’influencer è al sesto posto nella classifica stagionale degli incassi italiani, iniziata il primo agosto, ed è prima tra i film italiani.

I risultati delle statistiche sul mercato del film, senza nemmeno calcolare il numero di spettatori e il box office, rappresentano l’ennesima vittoria dell’imprenditrice di Cremona. Il successo della pellicola ha contribuito anche a far incassare la casa di moda Dior che ha vestito le sorelle Ferragni, guadagnando 777 mila dollari da Chiara e 735 mila da Valentina e Francesca.

Il film “Chiara Ferragni Unposted”

La sfera intima di Chiara Ferragni è alla base del docufilm diretto da Elisa Amoruso e presentato a Venezia tra le critiche degli addetti e il consueto bagno di folla dei fan dell’influencer. Paolo Mereghetti, dalle pagine del Corriere, si è scagliato contro il docufilm: “Non è cinema, è propaganda, di quelle che pensavamo adatte a Kim Jong-un e non a una Mostra d’Arte Cinematografica”, aggiunge il critico: “Lei non ha mai un capello fuori posto, del ‘privato’ concede solo quello che può aumentare la presa sui suoi devoti seguaci, persino quando sembra lasciarsi andare a qualche riflessione ‘spontanea’ si capisce che recita”.

Anche l’attrice Valeria Golino ha avuto parole dure: “E’ un mondo a me sconosciuto, quello della influencer. Tanto di cappello a chi fa soldi sulla vacuità, ma non avendo ne’ Instagram ne’ Facebook, non so nemmeno come funziona ‘sto lavoro, non so cosa sia. E’ stato sdoganato un comportamento che fino a pochi anni fa ritenevano tutti volgare. E ora ci sembra del tutto normale”.

Chiara Ferragni su Instagram ha risposto alle critiche nelle storie: “Non si può piacere a tutti”, ha scritto l’influencer e ha aggiunto: “Se mi fossi fermata alle critiche che mi venivano fatte non sarei andata oltre il 2010”.