San Valentino, IED e Lindt: The Love Case Design Project!

Puntare sul talento e la creatività dei giovani progettisti per portare in negozio inedite confezioni regalo a tema San Valentino. Si è svolta con questo obiettivo, sotto il titolo THE LOVE CASE DESIGN PROJECT, la collaborazione di Lindt Italia con l’Istituto Europeo di Design che ha portato – grazie al conivolgimento di team multidisciplinari di studenti – allo sviluppo di una innovativa capsule collection di packaging e concept grafici per la casa dei Maîtres Chocolatiers.

Il risultato tangibile di questo progetto speciale (svolto nella aule IED in extra didattica) debutta in occasione della festa degli innamorati: è attualmente in vendita per San Valentino il cuore poligonale Lindt, una scatola dall’insolito design che va a custodire l’irresistibile scioglievolezza dei cioccolatini Lindor, in versione regalo.

La proposta è stata scelta tra i lavori presentati da 13 studenti IED dei corsi triennali in Graphic Design, Design della Comunicazione e Product Design, oltre che dei Master in Creative Direction e Graphic Design. A elaborare nello specifico la proposta di packaging vincente, scelta da Lindt, è stato il team composto da Noemi Benvenuti (Graphic Design), Stefano Camerin (Product Design) e Moema Bezerra Sousa (Master in Creative Direction).
La capsule collection di packaging speciali frutto del progetto Lindt-IED comprende altre confezioni regalo, che verranno svelate in occasione di nuove, golose festività.

Beyoncè con un abito di Francesco Murano, neodiplomato IED

Non capita spesso a un giovane designer che da poco ha completato il suo percorso di studi, di vedere il proprio lavoro proiettato nella realtà o – addirittura – nello star system.

È successo invece a Francesco Murano, diplomato a luglio 2019 in Fashion Design in IED Milano. Lo scorso 26 gennaio Beyoncé è apparsa al Roc Nation’s pre-Grammys brunch, l’evento annuale che precede in mattinata i prestigiosi premi Grammy Awards, indossando l’abito Ossimoro Dress, che arriva direttamente dalla collezione di tesi di Francesco intitolata appunto “Ossimoro Plastico”. Vestita dal low cut grigio dalle forme ondulate e dall’ampia scollatura, Beyoncé è risultata la celebrity più chic all’evento secondo la rivista Harper Bazaar.

Francesco Murano

Per il 23enne Murano, alumnus dell’Istituto Europeo di Design già vincitore di Milano Moda Graduate, non è il primo successo: le calzature della stessa collezione di tesi erano state indossate ancora da Beyoncé nel videoclip del brano “Spirit”. Grazie, la scorsa estate, alla partecipazione dell’Istituto Europeo di Design alla manifestazione di Camera della Moda Italiana dedicata ai giovani talenti, le creazioni di Francesco Murano sono state notate dalla stylist della pop star, Zerina Akers. Ancora una volta la presenza dell’Istituto ad uno degli eventi Moda, organizzati proprio per dare voce ai giovani designer, ha permesso alla collezione di Francesco di raggiungere in tempi record una grandissima visi.

 

GOLA di Simone Folli è Il fashion film vincitore della rassegna IED AMPHIBIA

GOLA è il fashion film che vince la rassegna Amphibia presentata dall’Istituto Europeo di Design ad AltaRoma. In occasione della première che si è tenuta questo pomeriggio negli spazi dell’Ex Caserma Guido Reni, una giuria tecnica ha valutato i 6 short filmin gara e ha proclamto GOLA di Simone Folli come miglior progetto – fra quelli realizzati da gruppi multidisciplinari di studenti IED di Milano, Roma e Firenze – per avere trattato in chiave ironica un argomento così urgente, come quello dell’acqua, riuscendo a sensibilizzare un pubblico trasversale con un effeto immediato.

“Sempre più spesso il mondo della moda sta ricorrendo al fashion film come mezzo di comunicazione, in grado di raccontare i valori e le tendenze proprie di un settore in continua evoluzione – dichiarano i promotori IED di Amphibia – L’Istituto Europeo di Design con Amphibia ha sviluppato un progetto multidisciplinare dove le competenze proprie di video e sound design, ma non solo, anche quelle della fotografia e dell’editing, si sono unite a quelle del fashion stylist, facendo convergere in sei prodotti finali audiovideo il lavoro degli studenti IED delle Scuole di Moda e Arti Visive “.

Amphibia è una raccolta di suggestioni sull’acqua, l’acqua vista come una risorsa primaria dell’ecosistema, che genera e influenza la vita dell’uomo rappresentandone un motore primario. L’acqua interpretata come nascita, trasformazione, evoluzione, adattamento all’ambiente. È così che il filo conduttore dei 6 fashion film Crawled Ashore, Gola, Out.Create, Petricore, The Abstract Problem e Venus è proprio la bellezza narrata della risorsa naturale per eccellenza del nostro Pianeta, che nel suo continuo movimento non è mai uguale a se stessa.

Crawled Ashore è un’esortazione a prendere coscienza del cambiamento climatico ma anche ad imparare nuovamente l’alfabeto perduto della natura; Gola riaccende la questione di come le cattive abitudini alimentari dell’uomo hanno trasformato l’idrosfera in un oceano di plastica;Out.Create invita ad adottare un atteggiamento di speranza e ottimismo come fonte di un cambiamento reale; in Petricore si rivive la sensazione della terra bagnata dalla pioggia che emana il suo inconfondibile odore; The Abstract Problem affronta la realtà della costante decrescita o improvviso innalzamento del livello delle acque del Pianeta e ancora la Venere contemporanea di Venus ci parla di rinascita, di adattamento e di speranza: la vita che si ridefinisce in corpi nuovi, inaspettati e meravigliosi.

In giuria tecnica di Amphibia: Gloria Maria Cappelletti, Editor at Large di i-D.co Italy e Creative Director di VICE Fashion & Luxury Group Italy; Costanza Cavalli Etro, Founder and Director Fashion Film Festival Milano; Luca Finotti, Regista Cinematografico; Simonetta Gianfelici, Fashion Consultant and Talent Scout, Head of Project Who is on next? Altaroma e Sara Sozzani Maino, Vicedirettore Progetti Speciali Moda Vogue Italia e Direttore Vogue Talents.

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GOLA
Di Simone Folli
Federico Cimaz, Asia Sbrugera, Pietro Ronzoni

Una scena apparentemente surreale, lynchiana: nella sofisticata atmosfera di un ristorante, esseri umani e umanoidi – dalla testa di pesce – convivono e cenano come se nulla fosse. L’umanità raccontata è quella post-umana, mutante, già stravolta dall’impatto delle attività dell’uomo e dell’inquinamento dei mari e degli oceani. Uno short film, che ci mostra attraverso il linguaggio dell’assurdo, come le buone maniere di una cena elegante convivano con le pessime abitudini alimentari che hanno trasformato l’idrosfera in un oceano di plastica.

PETRICORE
di Sara Rhodio
Alessio Ciavarino e Francesco Recchioni

La terra bagnata dalla pioggia emana un odore inconfondibile. È il petricore. Un gesto d’amore, un contatto tra chi dona la vita e chi la riceve. Petricore è un ritorno al grembo materno, allo stato fetale, ad un dialogo tra il corpo e la propria parte più intima. Un riavvicinamento. L’acqua diventa luogo in cui si prende consapevolezza del proprio corpo, in cui si scopre se stessi. Culla naturale, ci avvolge prima ancora di venire al mondo. Ci crea, come il petricore. Il battito cardiaco registra il trionfo della vita.

THE ABSTRACT PROBLEM
di Luca Cioffi
Lorenzo Balestriere, Edoardo Boccale, Andrea Lamusta, Mathias Marchetti e Francesco Recchioni

The Abstract Problem affronta la realtà della costante decrescita o dell’improvviso innalzamento del livello delle acque del Pianeta, un problema che a volte si nasconde dietro ad altri di secondaria importanza in un rapporto causa-effetto. Attraverso la metafora dell’acqua, e del contatto di questa con l’uomo, si vuole instaurare un incontro tra i suoi significati opposti, quello poetico di vita e quello celato di morte, rappresentati dalla fragilità del pesce rosso e dall’apparente equilibrio dell’uomo. L’ipotesi è di un ricongiungimento finale dove si svela una domanda ancora senza risposta.

OUT.CREATE
di Cristina Stana
Emma Beatrice Lenton, Francesco Recchioni, Mario Rubino, e Ginevra Vancini

Out.create tratta il tema della sostenibilità esprimendo una forte connessione fra il rimando al passato, la necessità di cambiamento del presente e il potere della rinascita, con l’obiettivo di delinerae un futuro migliore rispetto a quello che è stato possibile prospettare fino ad oggi. Il fashion film vuole ricondurre ad una metafora, in grado di trasmettere consapevolezza e motivare l’uomo ad adottare un punto di vista costruttivo rispetto alle questioni ambientali. Solo la speranza, l’ottimismo e il cambiamento possono contribuire a creare un mondo migliore.

CRAWLED ASHORE
di Cristiano Naldi
Valentina Berti, Ludovico Polignano, Stefano Previdi

Crawled Ashore tratteggia un ritratto esasperato di un’umanità alla deriva, impegnata nel disperato tentativo di fare pace con la natura e di ristabilire quell’equilibrio che pare ormai perduto. È attraverso il linguaggio del corpo, che si manifesta la vita, la speranza e la tensione verso l’azione: essere ancora in tempo per fare la differenza partendo dall’insegnamento dell’acqua, dal suo ridefinirsi e rigenerarsi. Un monito a prendere coscienza del cambiamento climatico ma anche ad imparare nuovamente l’alfabeto perduto della natura.

VENUS
di Pietro Cavallari
Andrea Forlano, Claudio Saracino, Mariano Malinconico

Nelle raffigurazioni mitologiche, come in quella celebre di Botticelli, la nascita di Venere viene immaginata come una genesi acquatica che mostra la dea della bellezza emergere da una conchiglia. Una forma marina primigenia ci ricorda come l’origine stessa della vita e della bellezza provenga dall’acqua. La Venere contemporanea di Venus, non è più il frutto del mondo naturale ma l’espressione di una nuova forma di bellezza, di un ambiente totalmente stravolto. Venus parla di rinascita, di adattamento e di speranza: la vita che si ridefinisce in corpi nuovi, inaspettati e meravigliosi.

2400 libri di Franca Sozzani donati a Ied e Accademia Costume&Moda

I libri di Franca Sozzani andranno agli studenti dell’Istituto Europeo di Design (Ied) e dell’Accademia di Costume & Moda di Roma. Le biblioteche delle due scuole di Moda e design beneficeranno di una donazione di volumi appartenuti alla storica direttrice di Vogue Italia.

I patrimoni della Sala Consultazione di Ied Moda Milano e della Biblioteca dell’ Accademia Costume & Moda saranno arricchiti dall’importante donazione dei volumi appartenuti a alla storica guida di Vogue Italia prematuramente scomparsa nel dicembre 2016.

La donazione a vantaggio dei futuri talenti del design e della Moda, arriva su iniziativa del figlio della Sozzani, Francesco Carrozzini, e di sua nipote, Sara Sozzani Maino: si tratta di edizioni italiane e internazionali che spaziano dal fashion design al gioiello, dalla storia del costume alle arti visive (in primis fotografia e pittura, con le preziose edizioni monografiche dell’editrice Charta, ma anche scultura, graphic art e cinema, soprattutto dal punto di vista delle sue icone femminili); e poi architettura e design di prodotto fino alla musica, alla letteratura e alla storia.

Così, proprio a tre anni dalla sua scomparsa, inoltre, Ied Milano intitola la Sala Consultazione di Moda a Franca Sozzani, che per oltre dieci anni ha seguito la direzione scientifica dell’area fashion Ied, mentre la storica Biblioteca, Emeroteca & Archivio (Bea/SbnEi) dell’Accademia Costume & Moda, aggiunge al patrimonio a disposizione del pubblico il Fondo Franca Sozzani.

“Non c’è nulla che mi piaccia di più del vedere un giovane imparare quello che cerchi di trasmettergli – diceva spesso Franca Sozzani – .Quando poi vedi che va avanti da solo e che trova la sua strada o che addirittura diventa bravo e famoso, allora senti veramente di aver fatto qualcosa: non hai solo realizzato un numero del giornale, ma hai realizzato il sogno di una persona. Che è molto di più. Sia nel lavoro che a scuola o all’università, lo scambio con i giovani è importante. Loro apprendono dalla tua esperienza, ma tu impari dalla loro naturalezza, dalla loro mente fresca, ancora libera da condizionamenti”.

IED Milano, uno studente rielabora i costumi Speedo

All’Istituto Europeo di Design di Milano la creatività si sposa con la sostenibilità: nasce così il progetto Racing Upcycling di Speedo in collaborazione con Guglielmo Meleleo, neodiplomato in Fashion Design allo IED – eccellenza italiana nel mondo per la formazione nel Design, nella Moda, nelle Arti Visive e nella Comunicazione. Guglielmo, per la sua tesi di laurea, ha creato una collezione di abiti femminili utilizzando cuffie e costumi da gara Speedo che, per vari motivi, non potevano essere reintrodotti nel mercato ed erano quindi destinati al macero.

La collezione, denominata “Perpetual_ARTWORK” e presentata alla commissione di laurea, prende ispirazione dalla musica e, nello specifico, dall’estetica delle cover di sette album rap e r’n’b. Sette album dalle caratteristiche sonore uniche, segnate da forti contaminazioni con altri generi come indie, pop ed elettronica, che riflettono nella grafica delle cover una forte carica innovativa; e proprio queste grafiche e i dettagli delle copertine hanno ispirato le forme, il taglio e i colori degli abiti progettati da Guglielmo.

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Sette album associati ai sette concetti chiave che stanno alla base della collezione: Apparently inexpressive, Photography, Graphics, Art, Font, Details e Aesthetic balance. Si tratta di una ricerca estetica che affianca alla manipolazione dei tessuti e dei materiali la scelta di dare una seconda vita a costumi e cuffie Speedo: i materiali forniti a Guglielmo sono così diventati protagonisti di sei creazioni sartoriali. Sei outfit femminili in totale, tre realizzati interamente con costumi e cuffie Speedo e gli altri tre utilizzando alcune parti dei prodotti forniti dal brand; i look sono caratterizzati da forme voluminose e destrutturate che pongono al centro l’importanza dei tessuti stessi e le caratteristiche della loro lavorazione.

“Il tessuto tecnico con cui sono realizzati i costumi da gara è particolarmente versatile e adattabile – racconta Guglielmo Meleleo – ed è stato per me interessante utilizzarlo per realizzare i capi della mia collezione”.

“In particolare, per l’abito che unisce costumi gara viola e arancio ricoperti da uno strato in PVC – prosegue Guglielmo – mi sono ispirato sia alla tecnica di impacchettamento dei costumi stessi, sia alla modalità di ricoprire i CD nuovi di plastica, e ho scelto di piegare e cucire insieme i costumi per ricreare l’effetto packaging”.

Creazioni dai profumi futuristici che guardano al progresso e che vogliono sottolineare l’importanza del riutilizzo dei materiali anche nel settore dell’alta moda. Un tema, quello dell’eco-sostenibilità, molto caro a Speedo che da sempre è attenta all’ambiente, come dimostra la presenza di specifiche collezioni realizzate con tessuti riciclati, come la linea di watershort per il mare e la gamma H20 Active, perfetta sia per la piscina che per la palestra. I capi verranno esposti nello showroom del gruppo Oberalp, distributore del marchio Speedo in Italia, presso la propria sede di Bolzano.

IED e Van Gogh Alive insieme per Alta Roma Alta Moda

L’Istituto Europeo di Design di Roma e Van Gogh Alive – The Experience insieme per un’esposizione che si inserisce dal 26 gennaio al 19 febbraio 2017 all’interno della famosa mostra multimediale ospitata da Palazzo degli Esami a Roma presso il rione Trastevere.

Fino al 26 marzo 2017, Van Gogh Alive – The Experience, organizzata a Palazzo degli Esami da Ninetynine, permette agli spettatori di immergersi in un’esperienza emozionale totale grazie a un sistema multimediale sviluppato da Grande Exhibitions: grafica multi-canale, suono surround, oltre 3.000 immagini sincronizzate con una potente colonna sonora che include musiche di Vivaldi e Handel, oltre 800 opere che permettono di viaggiare attraverso i Paesi Bassi, la Parigi degli Impressionisti, e poi Arles, Saint Rémy fino a Auver-sur-Oise.

IED ha organizzato per l’occasione un Fashion Lab durante il quale gli studenti del primo anno dei corsi triennali in Fashion Design (Italiano e Inglese), Fashion Stylist e Design del Gioiello dell’Istituto Europeo di Design di Roma hanno realizzato le creazioni esposte in concomitanza all’apertura di Altaroma, storico appuntamento dedicato al mondo della moda della capitale.

A partire dai segni creativi, dalle emozioni cromatiche e dalle pennellate di Vincent van Gogh, i ragazzi hanno dipinto e creato abiti, gioielli e colletti.

Un reportage video realizzato per l’occasione da studenti del corso triennale in Video Design dell’Area Cinema e New Media di IED Roma, accompagna invece l’esposizione.

Il progetto che coinvolge IED Roma e Van Gogh Alive – The Experience è supportato dalla partnership con il marchio americano Liquitex che nel 1955 inventa e lancia i primi colori acrilici ad acqua.

Van Gogh Alive – The Experience

Palazzo degli Esami – Via Girolamo Induno 4, Roma (Trastevere)

Orari: dal lunedì al giovedì 10.00 – 20.00; venerdì e sabato 10.00 – 23.00; domenica 10.00 – 21.00

Info: www.vangoghroma.it

 

Foto: ©Filippo Luigi De Santis, Pier Paolo Trabassi Video Design_IED ROMA