Catania. Nasce “Trame di Quartiere” la cooperativa della comunità di San Berillo, l’ex quartiere a luci rosse

Il 10 Giugno 2020 non è stato un mercoledì qualsiasi poiché è la data in cui è stato redatto e firmato l’atto ufficiale di costituzione della Cooperativa Sociale di Comunità di San Berillo “Trame di Quartiere srl”.

I soci fondatori sono Luca, Carla, Carolina, Andrea, Alice, Francesco, Flavia, Elisa, Maria Chiara, Andrea, Enrico.

La cooperativa Trame di Quartiere è costituita da un CdA di tre persone, incluso il presidente che ne è anche rappresentante legale; la struttura organizzativa ha i suoi principali cardini nel laboratorio di innovazione sociale e nel laboratorio cantiere culturale.

Era da un po’ di tempo che questa idea si aggirava tra i pensieri dei soci dell’Associazione e, latente nelle conversazioni e nelle assemblee, prendeva corpo in diverse azioni: avviare un cambiamento organizzativo, giuridico ma anche concettuale rispetto agli obiettivi da perseguire, ovvero fare un salto da Associazione di Promozione Sociale a Cooperativa Sociale.

Dopo diversi incontri, momenti di formazione orizzontale e confronto informato, il momento è arrivato.

Ma perché proprio una cooperativa? E in che senso di comunità?

Le Cooperative Sociali possono essere finalizzate alla realizzazione di servizi sociali, sociosanitari ed educativi, di istruzione e formazione professionale, di formazione extrascolastica, all’inserimento lavorativo, allo svolgimento di attività diverse – agricole, industriali, commerciali o di servizi (tipo A), oppure finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate (tipo B).

A differenza che in altre forme societarie, le Cooperative si basano sul principio di democraticità, secondo cui ogni socio ha gli stessi diritti degli altri compreso il voto in assemblea, a prescindere dalla quota di capitale.

Una cooperativa di comunità si qualifica come particolare forma di Società Cooperativa finalizzata nel perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini.

Trame di Quartiere rappresenta la prima Cooperativa di Comunità della provincia di Catania.

Le Cooperative Sociali sono pertanto definibili “di comunità” quando i cittadini si attivano insieme per dare risposte ai propri bisogni, diventano attori del cambiamento e non solo beneficiari di servizi.

Tali tipologie di cooperativa sono un modello che crea sinergia e coesione in una comunità alla quale i soci promotori appartengono o che eleggono come propria, mettendo a sistema le attività di singoli cittadini, imprese, associazioni e istituzioni, rispondendo così ad esigenze plurime di mutualità.

Non conta dunque la tipologia della cooperativa (di lavoro, di utenza, sociale, mista, etc.) o la tipologia delle attività svolte, quanto piuttosto la finalità di valorizzare la comunità di riferimento.

È chiaro che le cooperative di comunità valorizzano la centralità del capitale umano, il che significa impostare modelli organizzativi e gestionali che favoriscano la partecipazione e coinvolgimento.

Si tratta di esperienze che coniugano le tematiche e valori della cittadinanza attiva, della sussidiarietà, della gestione dei beni comuni e della solidarietà.

Perché una cooperativa a San Berillo?

La cooperativa di comunità di San Berillo potrà offrire beni e servizi su un ampio ventaglio di settori per favorire la riconversione dei lavori informali in lavori formali.

La cooperativa potrà perciò essere uno strumento per l’intera comunità nello sviluppo di proprie progettualità, idee e attività remunerative che possano accrescere in maniera diretta e indiretta nuove opportunità.

Il desiderio di Trame di Quartiere è quello di combinare attività culturali, sociali ed economiche con il recupero degli spazi, ampiamente abbandonati in tutto il quartiere, che possono tornare ad essere risorse unendo idee, progetti e persone che hanno voglia di mettersi in gioco.

Fuck CHEAP: tre anni di carta e colla

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Effimera, impermanente, temporanea: chi conosce l’azione di CHEAP non può che riconoscere in questi aggettivi l’identità del festival di street art, nato nel 2013 a Bologna.

Con questo stesso approccio, CHEAP riempirà un spazio vuoto da anni per 4 giorni, durante la 40esima edizione di Arte Fiera: dal 28 al 31 gennaio, uno showroom in via Stalingrado 15/6 verrà contaminato con installazioni di poster; video degli interventi di street art realizzati a Bologna; un book corner che ospiterà il lancio della prima pubblicazione del festival; expo di alcuni artisti della line up del progetto; il lancio della Call for artist tematica legata all’edizione 2016 di CHEAP; un incontro a caldo – in collaborazione con Bolognastreetart – sull'”operazione strappi” portata avanti in città; una popup lounge con una consolle dove si alterneranno dj provenienti dalla rete di collaborazioni del festival (Robot, Electric Lorem, Radio Città del Capo, Cronika).

L’evento prende il nome di Fuck CHEAP, da una scritta a spray apparsa su uno dei poster del festival, crossato da un (evidente) estimatore: anche questo succede in strada.

Con un debutto nel maggio del 2013, CHEAP nasce dall’intesa creativa e da una buona dose di (auto)determinazione di 6 donne che hanno individuato nella carta il supporto elettivo del progetto ed hanno invitato artisti/e a cimentarsi con la tecnica del paste up: la poster art è arrivata su muri e bacheche con continuità e progettualità per 3 anni ed ora la narrazione del progetto viene affidata ad una pubblicazione autoprodotta, che verrà lanciata il 28 gennaio e che potrà essere acquistata nella temporary location.

Tra installazioni di poster, video e visual, saranno esposti anche alcuni pezzi dei due artisti che in questi giorni stanno realizzando degli interventi in strada per Cheap: 108, artista informale il cui intervento si concretizzerà sulle 43 bacheche e sul muro dell’autostazione di Viale Masini; Nicola Verlato, all’interno di “Più moderno di ogni moderno – Pasolini a Bologna”, col progetto “Hostia” sulle bacheche di Via Indipendenza.

Domenica pomeriggio (a partire dalle 16.00), Fuck CHEAP ospiterà Bolognastreetart per un incontro dal titolo “STREET or STRIPPED – di strade e di strappi”: un confronto collettivo aperto che coinvolgerà in prima persona le/gli street artist, insieme a curatrici indipendenti, operatori culturali e cittadini, sull’”operazione strappi” portata avanti da Genus Bononiae.

 

FUCK CHEAP – Via Stalingrado 15/6 – Bologna
Giorni e orari di Apertura:
Giovedì 28 gennaio 18.00 – 21.00
Venerdì 29 gennaio 18.00 – 22.00
Sabato 30 gennaio 18.30 – 24.00
Domenica 31 gennaio 16.00 – 20.00
Info: www.cheapfestival.it

Popupmarketsicily “Fair&affair edition”: Catania 30|31 gennaio 2016

Rivalutazione urbana. Ecco uno degli obiettivi che ha spinto Popupmarketsicily a scegliere come prima location per il 2016 l’Ex Macello di via Zurria a Catania. Un edificio storico, trasformato in un polo sportivo, che pur essendo nel cuore del centro storico della città è tuttavia poco conosciuto.

Una nuova sfida dopo la Pescheria, Villa Pacini e San Berillo per un appuntamento per grandi e piccini, per gli appassionati del genere, curiosi e turisti. Il 30 e 31 gennaio ritorna dunque Popupmarketsicily con una edizione “Fair & Affair”.

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A pochi passi dal Duomo e dal Castello Ursino per due giorni, design, riciclo creativo, moda, arte, musica troveranno espressione nelle opere e nelle creazioni di artisti e artigiani provenienti da tutta la Sicilia, che presenteranno al pubblico la ricercatezza, l’originalità di piccoli e grandi oggetti in un vero e proprio market che ospiterà anche una ricca area food, oltre quindici dj che si alterneranno nel corso del weekend tra cui annoveriamo due importanti dj facenti parte di “Weak”, lezioni di rock’n roll a cura di “The Boppin’Crew Catania” e un concerto live a cura di Elettra Nicotra.

Con il patrocinio del Comune di Catania, Popupmarketsicily ancora una volta ha l’opportunità di mostrare luoghi magici di una città ricca di arte ma sotto una luce differente. Con la consueta contaminazione tra vari linguaggi artistici, dall’arte al design, dalla musica alla creatività.

Oltre quaranta espositori, mostre di arte e fotografia e non poteva mancare un angolo dedicato ai più piccoli, infatti domenica 31 si alterneranno laboratori e workshop a cura di Francesca Fresca e Il Teatrino di Maric.


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Tra gli artisti in mostra troviamo, all’interno della sezione #popupart, gestita da Daniele Spitaleri, Salvo Cannavò in “Agopicta” e Giovanna Oliveri Conti in “Dialogando con l’Anima”

Popupmarketsicily è la prima operazione di valorizzazione dello stile siciliano interpretato in chiave moderna, alla portata di tutti, un evento che scommette sul concetto di limited edition, non è shopping, è un viaggio in un tempo e un luogo che non esistono più. Un evento itinerante, un rigeneratore di luoghi di strada spesso in disuso, catalizzando in primo luogo la città di Catania, “scovando” location dal forte impatto artistico e culturale trasformandoli per due giorni in una shopping experience insolita e divertente.

Torna White, il Salone internazionale della Moda: dal 16 al 18 gennaio 2016

Moda uomo, pre-collection donna e il nuovo sportswear protagonisti della prossima edizione del salone internazionale ‘White Man and Woman’, patrocinato dal Comune di Milano e in programma dal 16 al 18 gennaio 2016.

L’evento è stato presentato ieri a Palazzo Marino alla presenza di Cristina Tajani (assessore alla Moda e al Design) Massimiliano Bizzi (fondatore e Presidente White), Mauro Parolini (assessore al Commercio Turismo e Terziario di Regione Lombardia) e Brenda Bellei Bizzi.

“Milano si prepara ad accogliere uno degli eventi più attesi dagli operatori del settore – ha dichiarato l’assessore Cristina Tajani – Come già accade da diverse stagioni, anche quest’anno il salone di via Tortona dedicato alle collezioni uomo presenterà alcune capsule e precollezioni donna, rendendo questo appuntamento sempre più ricco e internazionale. La nostra città si conferma così costantemente attenta ai trend e sempre più orientata alla valorizzazione dei giovani talenti creativi”.

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“Siamo molto contenti del sostegno che le istituzioni stanno dando al nostro salone – ha commentato Brenda Bellei, ad di M.Seventy e White – a partire dal Comune di Milano che ci ha sempre supportato e continua a sostenerci riconfermandoci il Patrocinio e la concessione dello spazio Base nonché del supporto di Regione Lombardia a testimonianza dell’importanza strategica che ha acquisito il nostro evento per Milano, per l’intera Regione nonché per il sistema moda italiano in generale. White rappresenta la rassegna moda donna principale in Italia e una delle più importanti in Europa. Stiamo lavorando al fianco delle istituzioni per internazionalizzare sempre più le aziende medio piccole che rappresentiamo”.

Il salone ‘White Man and Woman’ cresce non solo per numero di brand e progetti speciali all’interno del salone, ma si dimostra un evento sempre più buyer oriented, con il suo brand mix internazionale mediato tra collezioni di ricerca e marchi più consolidati, focalizzato sulle nuove frontiere e opportunità offerte dal web.

A questa edizione sono circa 231 i brand presenti che occupano le due location di via Tortona 27 (Superstudio) e 54 (spazio Ex Ansaldo) con una superficie allestita di 13.000 mq. Per la prima volta l’evento si espande arrivando a occupare i due piani dello Spazio Ex-Ansaldo. Il salone, che fonda il suo concept nella felice combinazione e alternanza tra collezioni maschili e femminili (a parte la sezione Only Woman) vede un numero sempre crescente di visitatori provenienti soprattutto da Giappone, Cina, Corea e Nord Europa.

Il risultato è un salone con un brand mix ancora più ricco di proposte stilistiche per buyer sempre più esigenti e veloci nell’acquisto sia per il retail tradizionale, sia per i nuovi online shop.

 

Lazzari e la collezione natalizia, Jingle Bells per tutti!

Se l’autunno di Lazzari è stato un trionfale Back to School, tutto quello che ha a che fare con il Natale e le vacanze per questo giovane brand risponde ad un unico imperativo: divertirsi!

La playlist delle vacanze perfette è un susseguirsi di lunghe telefonate con le amiche vi- cine o lontane, ipotetici o reali balletti sui pattini da ghiaccio, intrepide gare con lo slittino sulla neve, rockeggianti performance con il nostro fiammeggiante ukulele rosa.

Come domare un unicorno arcobaleno in salotto? Si, come nelle stampe dei nuovi abiti, camicie e maglioni, per circondarci di tutto ciò che più amiamo e che ci fa stare bene.

CREDITS

Photo: Lazzari Team

Hair and Make-up: Guia Bianchi / www.guiabianchi.com

Model: Elize @ IMG Models

www.lazzarionline.com

Alessandro Gruttadauria e l’istinto creativo della sua fotografia…di moda

Con lui è cominciata l’avventura “Street fashion & food”. Due appuntamenti a Catania, lo scorso anno, a base di buona cucina, arte e moda, in una delle strade più dinamiche e suggestive del centro storico: via Santa Filomena. Oggi che “Street fashion & food” ha intrapreso due nuove strade, quella editoriale e nazionale, vogliamo farvi conoscere meglio Alessandro Gruttadauria, “fashion photography” per Vogue.it e magazine internazionali come Jute Magazine, Flawless Magazine e Avant Garde Magazine. A lui abbiamo chiesto di raccontarci la sua passione, la sua professione, la sua creatività.

LA PASSIONE PER LA FOTOGRAFIA – “Nasce da piccolo. Ricordo, mi fu regalata una polaroid a 10 anni, ricordo ancora il giorno: la mia prima comunione. Non lo dimenticherò mai. Ancora oggi custodisco il mio primo scatto: un ritratto di mio padre e di mia madre, una foto rubata che rimarrà credo per tutta la vita. Se penso ai miei genitori e alle tante foto che ho visto, quella rimane l’unica che mi balza alla testa e la tengo sempre con me anche oggi che vivo a Milano”.

LA PASSIONE PER LA MODA – “Per quanto riguarda la fotografia di moda, ho fatto un percorso diverso da quello di fotografo. Mi sono laureato in Farmacia e dopo tanti anni di lavoro come informatore medico mi hanno licenziato e, in quel momento, ho capito che la mia vita stava cambiando. Ho deciso di portare avanti la mia passione sviluppata man mano negli anni e cosi mi sono iscritto all’Accademia Euromediterranea senza pensare cosa fosse una fotografia di moda. Sono iniziati i primi shooting, i primi test e mi sono appassionato talmente tanto da prendere la decisione di andare a Milano e provare a frequentare un master in fotografia di moda”.

IL RACCONTO DELLE FOTO – “Le mie foto raccontano quello che ho dentro. Sono una persona molto tormentata, non ho mai pace e di solito le idee vengono sempre di notte. Io credo che la fotografia in generale racconta quello che siamo noi, le nostre esperienze, le nostre fragilità, quello che ci turba, quello che ci rende felici. Seguiamo l’istinto. Molte mie foto sono istintive, non seguono una linea logica. Se vedo qualcosa che attira la mia curiosità scatto o con la macchina fotografica o con lo smartphone. Me ne frego di quello che è l’aspetto tecnico”.

“SCATTI VERI” – “Li definisco veri, non trovo le parole per definire i miei scatti. Sicuramente vogliono trasmettere qualcosa. Curo molto il senso estetico della foto. Adoro i contrasti e mi piace riuscire a creare un momento che è solo mio, dove ci sto io e il soggetto che sto per scattare: sia esso una modella o un paesaggio. Io non credo che le foto provochino emozioni. Perche dovrebbero farlo? Credo che le foto creino curiosità all’occhio di chi guarda. Difficilmente mi emoziono davanti ad una foto. Mi emoziono davanti a un video perche mi fa entrare in un’altra dimensione”.

GLI SHOOTING DI MODA – “E’ importante tutto per la realizzazione di uno shooting: dai soggetti allo stylist, al makeup artist, agli assistenti, al team insomma. Quello che deve funzionare è un team affiatato. La fotografia è l’ultima cosa, se hai un buon team dietro porti a casa il lavoro”.

I LUOGHI – “Di solito cerco le location per i miei scatti nelle pagine gialle (scherzo). La location credo sia la parte importante di uno shooting. Del resto è quello che vediamo nella foto finale. E’, quindi, un aspetto che curo molto in ogni particolare. Di solito scelgo le location in contrasto a quello che magari è il mood dello stylist se mi viene concesso. La location è parte integrante di un buon lavoro, quindi, deve essere valutata molto bene in base all’idea che si vuole realizzare, all’outfit e al messaggio che si vuole lanciare”.

LE STORIE – “Di solito mi documento, se ho un’idea voglio vedere magari se è stata già realizzata da qualcuno. Per lo shooting ‘Microchip’ ( che vuole lanciare il messaggio dell inserimento di microchip nell’uomo per il controllo) mi sono molto documentato e credo di essere stato il primo ad avere questa idea. È un argomento forte che mi ha colpito ed ho voluto realizzarlo grazie anche all’aiuto di Silvia Vitali che stimo moltissimo come stylist e fashion designer”.

Qual è la fotografia che avresti desiderato scattare?

“Non una. Si parla di centinaia di foto che avrei voluto scattare ma ancora non l’ho fatto. Sicuramente uno scatto sott’acqua”.

Chi sono i fotografi che più ti hanno ispirato nella tua carriera?

“Irving Penn, Jeanloup Sief, Helmut Newton per parlare di fotografi con la ‘F’ maiuscola. Oggi seguo molto Giampaolo Sgura e Mario Testino”.

Il web, secondo te, ha cambiato l’approccio ai servizi di moda? Come?

“Il web certo che ha cambiato l’approccio, hai visto quante riviste online esistono? A discapito purtroppo di un’editoria che è costretta a chiudere e non stampare. Secondo me in peggio, perché c’è un bombardamento di immagini che ti toglie l’attenzione. Io non la vedo come una cosa bella. Ma è pur vero di contro che ti permette di avere più visibilità. A parer mio, quindi, dovrebbe essere solo un po’ più controllata. Ma mi sembra alquanto impossibile”.

Progetti?

“Fare il fotografo di moda”.