In-Edita. Torna l’arte contemporanea a Forte Marghera: chiude il 10 luglio la call per giovani artisti del territorio

Progetto In-Edita rigenerazione urbana, impatto sociale e diffusione dell’arte contemporanea

Con il supporto del Comune di Venezia, l’associazione culturale Venice Galleries View, creata da alcune delle più importanti gallerie private di arte contemporanea di Venezia e Mestre, lancia a Forte Marghera il progetto In-Edita, che mira a tenere insieme rigenerazione urbana, impatto sociale e diffusione dell’arte contemporanea, uscendo dai suoi spazi codificati – la galleria, lo studio dell’artista, la collezione privata o il museo.

Venerdì 10 luglio 2020 si chiude la call rivolta ad artisti

Artisti attivi sul territorio triveneto e di età inferiore ai 40 anni grazie alla quale verranno selezionati due gruppi di 9 artisti che si aggiudicheranno uno studio – spazio di lavoro, di confronto reciproco e di relazione con i cittadini – tra il 20 luglio e il 20 settembre 2020 nel Padiglione 51 e nell’area esterna contigua a Forte Marghera.

DEDALO – Art Study Laboratory

Questo il titolo delle due sessioni di studi d’artista. Mira a innescare relazioni nuove e virtuose in un angolo di città in pieno rinnovamento e sviluppo, tra i più amati dai residenti, a cavallo tra la città d’acqua e la città metropolitana. Queste relazioni si creeranno tra soggetti diversi per identità – i giovani artisti, gli addetti ai lavori del mondo dell’arte contemporanea che verranno invitati a partecipare, i cittadini che abitualmente frequentano gli spazi e le attività di Forte Marghera nel tempo libero – ma complementari proprio in virtù delle loro differenze.

Gli artisti verranno selezionati da un Comitato composto dalle galleriste Alberta Pane, Beatrice Burati Anderson, Dorothea van der Koelen, Živa Kraus, Matilde Cadenti, Emanuela Fadalti, Marina Bastianello e Michela Rizzo.

In contemporanea a DEDALO, tra l’8 agosto e il 20 settembre 2020, gli spazi di Forte Marghera ospiteranno il secondo capitolo di In-Edita:

DIORAMA – Art Platform, piattaforma progettuale che si occupa di arte contemporanea, di cui fanno parte alcune delle gallerie del network Venice Galleries View e una selezione di loro artisti.

Bando e informazioni: www.venicegalleriesview.com

The Venice Glass Week 2020. Due i premi in palio in questa nuova edizione

Sono aperte fino al 13 marzo 2020 le iscrizioni per la quarta edizione di The Venice Glass Week, il festival internazionale dedicato al vetro in programma dal 5 al 13 settembre a Venezia, Murano e Mestre.

Per inviare la richiesta basta consultare il sito web e compilare online il formulario con il proprio progetto.

The Venice Glass Week

È aperto a tutte le iniziative, nazionali e internazionali, che abbiano al centro la valorizzazione del vetro artistico, la partecipazione è gratuita e non ha costi di adesione. Il Comitato scientifico, nell’ottica di incentivare la qualità dei progetti, prenderà in considerazione solo proposte nuove e specificatamente pensate per The Venice Glass Week.
Una novità di questa edizione è la possibilità per i giovani artisti e designer di età compresa tra i 18 e i 35 anni di proporre un’opera o un progetto, in cui il vetro è protagonista, per la nuova HUB – Piazza San Marco, che si terrà negli spazi della Galleria della Fondazione Bevilacqua La Masa.

I partecipanti alla HUB-Piazza San Marco saranno presi in considerazione per il nuovo Autonoma Residency Prize, premio promosso da LagunaB e sponsorizzato dall’Associazione Culturale per la Salvaguardia delle Tecniche Vetrarie Muranesi E.T.S. attraverso il progetto Autonoma, in associazione con Pilchuck Glass School, che consentirà al vincitore di partecipare, nel 2021, a una residenza di due mesi alla Pilchuck Glass School di Seattle.

Bonhams Prize for The Venice Glass Week

Il miglior progetto della quarta edizione riceverà, invece, il Bonhams Prize for The Venice Glass Week, un riconoscimento in denaro pari a 1.000,00€, offerto dal Dipartimento di Arti Decorative del ‘900 e Design di New York della casa d’aste Bonhams, uno dei principali sponsor del festival.

Info utili

Sedi varie: Venezia, Murano, Mestre
Chiusura delle iscrizioni: 13 marzo 2020
Date evento: dal 5 al 13 settembre 2020

#MigratingObjects. Per la prima volta a Venezia l’arte non occidentale di Peggy Guggenheim

“Nel 1959 la collezionista Peggy Guggenheim acquista quelli che definirà ‘dodici fantastici [artefatti]: maschere e sculture della Nuova Guinea, del Congo Belga, del Sudan Francese, del Peru, del Brasile, del Messico e della Nuova Irlanda’, iniziando così la sua collezione di opere dall’Africa, dall’Oceania e dalle Americhe, con oggetti che vanno da una maschera Baga D’mba della Guinea a una scultura funebre malangan maramarua della Nuova Irlanda, Papua Nuova Guinea”. La curatrice Ellen McBreen, professoressa associata di Storia dell’arte, Wheaton College, Norton, Mass., introduce così un episodio meno conosciuto, ma di forte impatto, che ha segnato la storia del collezionismo della mecenate americana, e a cui oggi il museo dedica la mostra Migrating Objects. Arte dall’Africa, dall’Oceania e dalle Americhe nella Collezione Peggy Guggenheim, dal 15 febbraio al 14 giugno 2020.

35 opere di arte non occidentale, esposte per la prima volta insieme a Palazzo Venier dei Leoni, rivelano un eccezionale nucleo della collezione.

Scopo primo della mostra è la presentazione di questi oggetti in gruppi che ne privilegiano i contesti originari, evidenziando dunque la loro primaria funzione di maschere tribali, sculture funebri, copricapi per cerimonie religiose, o, in alternativa, in dialogo con alcuni capolavori delle avanguardie europee in collezione di artisti che si appropriarono delle idee di tali culture extra-europee, tra cui Pablo Picasso, Max Ernst, Alberto Giacometti e Henry Moore. La mostra è accompagnata da un ampio programma di Public Programs, attività gratuite, legate alle tematiche dell’esposizione e destinate a diverse tipologie di pubblico, che si svolgeranno da marzo a giugno, e che vedono la preziosa collaborazione di UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), che patrocina la mostra, e Refugees Welcome Italia Onlus.

Dove e quando

L’esposizione rimane aperta dal 15 febbraio al 14 giugno 2020
Orari: 10 – 18. Chiuso il martedì

Collezione Peggy Guggenheim
guggenheim-venice.it
041.2405411

Immagine:

“Peggy Guggenheim nella barchessa di Palazzo Venier dei Leoni con copricapo (Ago Egungun), probabilmente prima metà del XX secolo. Atelier di Oniyide Adugbologe (1875–1949 c.; artista Yoruba), Abeokuta, Nigeria; Venezia, fine anni ’60.
Photo Archivio Cameraphoto Epoche. Fondazione Solomon R. Guggenheim. Donazione, Cassa di Risparmio di Venezia, 2005.

Vogue dedica la copertina di febbraio a Venezia nel Cuore

Vogue per Venezia

“Il nostro numero di febbraio segna la seconda metà del nostro impegno creativo nell’aiutare Venezia, a seguito dei gravi danni causati dalle recenti inondazioni. Usando solo illustrazioni nel nostro numero di gennaio, abbiamo contribuito, con i soldi risparmiati alla produzione, al restauro della Fondazione Querini Stampalia. Ora, con il nostro numero di febbraio, diamo il bene più prezioso e visibile che una rivista ha da offrire – la sua copertina – per chiedere ai nostri lettori di aiutare e donare al conto corrente che la città di Venezia ha aperto per supportare non solo le chiese e musei, ma anche quelle persone le cui case e negozi sono stati colpiti.
Costruito quando il mondo era ancora a misura d’uomo, Venezia rappresenta l’Italia, poiché entrambi affrontano la sfida di proteggere il proprio passato per poter plasmare il proprio futuro. ”

Queste le parole del direttore di Vogue Italia Emanuele Farneti.

 

Il passato deve essere preservato per poter costruire il futuro

L’amore per la bellezza, la conoscenza, la consapevolezza e la sensibilità si fanno strumento per sensibilizzare a sua volta il lettore, l’Italia intera, a dare il suo contributo per una causa tanto nobile. Un atto dovuto verso una città che è simbolo della cultura, della storia, della tradizione e della bellezza italiana nel mondo. Il passato deve essere preservato per poter costruire il futuro.

Anche la nostra Redazione si vuole far portavoce di questa iniziativa invitando tutti a unirsi all’appello e a dare il proprio sostegno ai cittadini veneziani che hanno subito danni a causa dell’acqua alta dello scorso autunno.

Come donare

Comune di Venezia – Venezia nel cuore

IBAN IT24T0306902117100000018767, BIC BCITITMM, indicando la causale “contributo emergenza acqua alta”.

 

Venezia, a Palazzo Grassi le opere di Sigmar Polke

Fino al 6 novembre, Palazzo Grassi a Venezia presenta la prima grande mostra italiana dedicata all’artista tedesco Sigmar Polke (1941-2010), figura artistica fondamentale degli ultimi cinquant’anni.

L’esposizione – curata da Elena Geuna e Guy Tosatto in collaborazione con The Estate of Sigmar Polke – ricorre nel trentesimo anniversario dell’assegnazione a Sigmar Polke del Leone d’Oro in occasione della 42esima Biennale di Venezia nel 1986, anno in cui l’artista realizza Athanor nel Padiglione della Repubblica Federale di Germania. Con Athanor, Sigmar Polke mette a punto le tecniche e i motivi che saranno al centro della sua ricerca successiva e che costituiscono oggi i nuclei tematici della mostra a Palazzo Grassi: sperimentazione alchemica e inquietudine politica.

La mostra segue un percorso cronologico a ritroso: ad aprirla è Axial Age, il monumentale ciclo pittorico realizzato tra il 2005 e il 2007 e installato nell’atrio di Palazzo Grassi. Novanta opere esposte sui due piani di Palazzo Grassi ripercorrono la poliedrica ricerca di Sigmar Polke dalla fine degli anni Duemila all’inizio della sua carriera negli anni Sessanta. Nelle sue opere il tema dell’alchimia si intreccia con la dimensione politica, nei continui riferimenti alla contemporaneità come alla storia antica: l’universo creativo di Sigmar Polke è un interrotto fluire tra figurazione e astrazione, tra rimandi alla storia dell’arte e richiami al presente nella costruzione di un personalissimo immaginario, ricco e multiforme.

Una visita guidata gratuita della mostra è proposta ai visitatori ogni sabato alle ore 15.

Foto: Matteo De Fina

“Sigmar Polke”

Palazzo Grassi – Venezia

Fino al 6 novembre 2016

Orari: tutti i giorni, tranne il martedì, dalle ore 10 alle ore 19 (ultimo ingresso alle 18).

Info: www.palazzograssi.it

73a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia: “Orecchie”

Incetta di premi alla Mostra del Cinema di Venezia per “Orecchie”, lungometraggio scritto e diretto da Alessandro Aronadio, presentato nella sezione Biennale College: il film, che ha raccolto un enorme successo di critica e pubblico, supportato da un notevole passaparola, ha vinto tre Premi collaterali ufficiali.

Daniele Parisi ha vinto il Premio NuovaImaie Talent Award come Miglior Attore Emergente alla Mostra del Cinema di Venezia. Si legge nella motivazione: “Un personaggio stralunato che ricorda le celebri maschere del cinema muto, come vuole la storia surreale che il film racconta, riesce a farci perdere e a ritrovarci, proprio come quel fischio misterioso nel suo orecchio che, nel film, ci richiama la realtà”.

Quindi, il Premio ARCA CinemaGiovani per il Miglior Film Italiano a Venezia (una giuria di più di 50 ragazzi, tra i 18 e i 26 anni, provenienti da Italia, Francia e Tunisia) consegnato a Orecchie “per la capacità di esprimere visivamente l’anima stessa della commedia, per l’incredibile qualità della fotografia, per la sorprendente rappresentazione del disagio sociale attraverso un semplice fischio, per il gioco col formato del ratio che comunica efficacemente l’evoluzione del protagonista, per l’umorismo a tutti gli effetti pirandelliano con il quale ogni risata permette di scoprire e scavare all’interno di situazioni e personaggi grotteschi”.

La Giuria del Premio FEDIC (Federazione Italiana dei Cineclub), ha inoltre attribuito a Orecchie una Menzione Fedic – Il Giornale del Cibo destinata all’opera che propone la scena più significativa legata al cibo e alla alimentazione “ per la scena nella quale un cameriere vuole imporre un menù completo immodificabile, con relativo premio, che sembra apparentemente surreale ma coglie esattamente la realtá”.

Orecchie, che sarà proiettato a Roma, nell’ambito della rassegna Venezia a Roma, il prossimo martedì 20 settembre alle ore 20:30 presso il Cinema Farnese Persol di Campo dè Fiori, è stato definito “Un vero e proprio cult movie”, e “Avrebbe meritato il concorso”, secondo i giornalisti presenti alla Mostra. La seconda prova alla regia di Aronadio (già autore di Due vite per caso), che ha realizzato tre sold out nelle proiezioni ufficiali, con una ulteriore proiezione straordinaria, è interpretato da un ricco cast, che comprende il protagonista, Daniele Parisi, al suo esordio al cinema e Silvia D’Amico, Pamela Villoresi, Ivan Franek, Rocco Papaleo, Piera Degli Esposti, Milena Vukotic, Andrea Purgatori, Massimo Wertmüller, Niccolò Senni, Francesca Antonelli, Sonia Gessner e Paolo Giovannucci.

Orecchie, piccolo film prodotto con 150mila euro, dai toni grotteschi, girato in bianco e nero racconta di un uomo (Daniele Parisi) che si sveglia una mattina con un fastidioso fischio alle orecchie. Un biglietto sul frigo recita: “È morto il tuo amico Luigi. P.S. Mi sono presa la macchina”. Il vero problema è che non si ricorda proprio chi sia, questo Luigi. Inizia così una tragicomica giornata alla scoperta della follia del mondo, una di quelle giornate che ti cambiano per sempre. ‘Orecchie’ ha come unica location la città di Roma, con una variegata selezione di esterni da Via Merulana a Torpignattara, dalle ex caserme di Via Guido Reni al Metropoliz sulla Prenestina, dal Ponte Umberto I alla scalinata di San Pietro in Vincoli, ma anche via di Tor Marancia, il Villaggio Olimpico e Piazza delle Vaschette a Borgo Pio.

Il film, prodotto da Costanza Coldagelli per Matrioska, in collaborazione con Roma Lazio Film Commission,Frame by Frame, Rec e Timeline, è uno dei quattro progetti internazionali sostenuti e prodotti da Biennale College, alla sua quarta edizione, esperienza innovativa e complessa che integra tutti i Settori della Biennale di Venezia, promuovendo i giovani talenti, realizzato dalla Biennale di Venezia, con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali -Direzione Generale Cinema e si avvale della collaborazione accademica con IFP di New York e del TorinoFilmLab.

“Orecchie – sottolinea il regista palermitano che ha recentemente scritto gli inediti Cosa vuoi che sia, di Edoardo Leo e Classe Z, di Guido Chiesa – è una commedia sul senso di smarrimento, di scollamento dalla realtà che ci circonda. Un mondo che spesso appare folle, incomprensibile, minaccioso. Sul timore e il desiderio dell’anonimato che combattono continuamente dentro ognuno di noi. Su quel fischio alle orecchie che proviamo ogni giorno a ignorare, nascondendolo sotto la vita. Come polvere sotto il tappeto”