Una Cattedrale della poesia visiva per la sfilata di Dior SS21. Una moda fatta di capi desiderabili in una combinazione di couture e comfort

Si è svolta nei Jardin des Tuileries di Parigi la sfilata di Dior SS21 di Maria Grazia Chiuri. Per l’occasione è stato allestito uno spettacolare spazio espositivo, una cattedrale della poesia visiva, illuminata da luminarie come fossero vetrate colorate, la realizzazione di un progetto ideato e previsto nel 2011, ma mai realizzato, della produttiva, creativa e provocatoria artista visiva italiana Lucia Marcucci.

Vetrate di poesia visiva

Diffusa su 18 finestre acriliche retro illuminate che ricordano le vetrate delle cattedrali gotiche, in ognuna la poesia visiva dell’artista fiorentina, il cui stile si contraddistingue per la fusione di immagini tratte dai mass media, pubblicità con testo, immagini di opere d’arte e di attualità, il tutto collegato da collage contemplativi e accattivanti. L’effetto suggestivo è enfatizzato dall’escussione di un emozionante esecuzione di ” Sangue di Rosa”, opera corale di Lucia Ronchetti cantata da Sequenza 9.3.

Maria Grazia Chiuri per l’inaugurazione della collezione ha commissionato per l’occasione alla regista Alina Marazzi un cortometraggio appassionato. La regista si è concentrata sul lavoro e sulla persona di Lucia Marcucci, pioniera nella sua produzione artistica, tanto da dare un accesso senza precedenti al suo archivio e interviste dettagliate. Attraverso un alter ego viene spiegato il processo creativo che ha dato vira al lavoro e alla visone dell’arista.

L’evoluzione della moda che racconta le necessità contemporanee, una moda fatta di capi desiderabili in una combinazione di couture e comfort, che si adatta alla donna e alle sue richieste

Il look di apertura della sfilata DiorSS21 di Maria Grazia Chiuri ha creato l’atmosfera per una collezione incentrata sull’esplorazione delle possibilità del taglio e della decorazione e delle priorità in evoluzione del mondo di oggi. La stilista ha ripensato il ruolo degli abiti al momento e il modo in cui interagiscono con il corpo, esplorando le possibilità di taglio e capi che fluttuano voluminosamente intorno o avvolgono morbidamente chi li indossa. Una moda in risposta alle trasformazione attuali che la società sta affrontando, alla percezione stessa del ruolo svolto dagli abiti. Dior punta a riproporre e reinventare motivi famiglia e molto amati, prendendo stampe di sciarpe d’archivio, introducendo nuovi elementi e bordi decorativi e giocando con le dimensioni. Trasformare i tessuti in patchwork e il paisley in ricami preziosi e declinandoli in capi desiderabili in una combinazione di couture e comfort.

Gli elementi caratterizzanti, gli essenziali del guardaroba per la prossima stagione

La camicia bianca è stata un elemento importante per tutta la sfilata DiorSS21 di Maria Grazia Chiuri, sia come accento che come capo a sé stante. La direttrice creativa ha concentrato la sua attenzione su modelli a tunica più lunghi ispirati alle camicie da uomo vintage, con pettorina e polsini importanti.

La giacca, nuova, rivisitata in risposta all’attualità. La stilista è tornata ai fondamenti della creazione degli abiti – il taglio – e ha ripensato la costruzione di uno dei significanti più celebrati della Maison: la giacca. Ha buttato giù l’imbottitura, trasformando la struttura stessa in morbide giacche con spalle basse con la facilità di un cardigan, riprendendo aspetti della giacca da giardiniere in pratiche tasche applicate, rimuovendo i risvolti e sostituendoli con un colletto piatto o bordi trapunto e rimuovendo i bottoni inoltre, consentendo a chi lo indossa di adattare i pezzi spesso double-face o tie-dye alle proprie esigenze e desideri.

Il pizzo, elemento immancabile, simbolo di femminilità per eccellenza, il pizzo abbraccia tessuti, non solo per i dettagli delicati sugli abiti da sera, ma come un tessuto a tutto tondo. Da chunkier floreali guipures a motivi astratti più ariosi, varie varietà di pizzi sono patchwork in romantiche camicette o abiti più sostanziosi per tutti i giorni.

Il colore è la chiave di questa collezione. Maria Grazia Chiuri lo ha interpretato in una moltitudine di modi, alcuni dei più innovativi sono sotto forma di strisce, sia che si tratti di eleganti tessuti stampati in ordito in linee verticali sfumate o tie-dye più sportivo e denso effetti in cui una delle tonalità è quella del denim di base stesso.

La collezione è ricca di affascinanti rivisitazioni

Tra questi, un tessuto chiné degli archivi risalente al 1959, originariamente modellato in un voluminoso cappotto, ha influenzato la creazione di un motivo simile, qui stampato su abiti morbidi e orlati di frange. La firma toile de Jouy della Maison, precedentemente sottoposta a un restyling esotico, si è evoluta ancora una volta come “L’oasis”, in una giacca stampata in ordito, facile e altamente adattabile.

Photo credit Dior

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