Venezia 77, il genio outsider di Ferragamo nel documentario di Guadagnino

La sua storia è un esempio della creatività italiana che tutto il mondo ci invidia, un simbolo di genio e riscatto. Salvatore Ferragamo, il ‘calzolaio’ delle star, raccontato da Luca Guadagnino nel documentario ‘Salvatore – Shoemaker of dreams’, presentato fuori concorso alla 77esima Mostra di Venezia, ripercorre l’incredibile vita dell’icona della moda italiana, che da apprendista ciabattino a Napoli è partito per l’America in cerca di fortuna, conquistando Hollywood. Dall’infanzia nei primi del Novecento a Bonito, paesino in provincia di Avellino, dove realizzò le sue prime scarpe per la prima comunione della sorella, alla creazione di modelli per film importanti e per la maggior parte delle celebrità dell’epoca. Poi il ritorno in Italia, la battaglia contro il fallimento, e il rilancio, facendo del suo laboratorio di Firenze un’impresa mondiale.

“Non ci poteva essere momento più importante per presentare questo film, con le difficoltà di questo anno”, ha spiegato il figlio Leonardo, “mio padre non si è mai fermato di fronte a nessuna crisi, facciamo nostro l’esempio di qualcuno che con energia scavalca il momento”. Il progetto del documentario ha preso vita nel 2017, quando, ispirato dalla lettura dell’autobiografia di Ferragamo, Guadagnino ha contattato la famiglia. Un percorso durato tre anni in cui la Fondazione e il Museo Salvatore Ferragamo hanno lavorato a fianco del regista e della sceneggiatrice Dana Thomas, dando libero accesso ai documenti conservati. “Abbiamo fatto un’enormità di interviste, recuperato materiali esterni all’archivio Ferragamo, filmati di Hollywood, i super 8 realizzati da Ferragamo stesso”, ha raccontato Guadagnino, “ci sono voluti anni per montare il film, valutare i pesi, questa camera delle meraviglie degli archivi e delle testimonianze, l’incrocio tra il cinema e la moda. La storia di Ferragamo è anche molto la storia di Hollywood, non abbiamo avuto dubbi che dovesse avere una parte predominante”.

Quanto a lui, “non oserei mai paragonare la mia esperienza di vita a quella enorme di Ferragamo, ma mi piace il su lato di outsider, io stesso mi considero tale”.

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