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Il mondo del vino sta attraversando una fase di profondi stravolgimenti, stretta tra le insidie del cambiamento climatico, il calo generale dei consumi, la crescita dei costi di produzione e la gestione dei volumi. In questo scenario così articolato, la presentazione della guida Slow Wine 2027 presso gli spazi di Borsa Italiana a Milano offre una fotografia scattata dal vivo, capace di restituisce l’immagine di un comparto in forte fermento. Frutto del lavoro capillare di ben 253 collaboratori che ogni anno percorrono i filari e visitano direttamente i vignaioli in tutta la Penisola, la pubblicazione registra infatti una spiccata vitalità, come testimoniato dall’ingresso di 168 nuove cantine, guidate con entusiasmo dalle giovani generazioni e dai territori del Sud.

Durante il consueto approfondimento mattutino, il curatore Giancarlo Gariglio ha evidenziato come il dato più significativo dell’edizione sia proprio la capacità di rinnovamento del settore. Con un saldo positivo di 36 cantine in più rispetto all’anno precedente, la guida dimostra quanto il lavoro di verifica quotidiano consenta di scoprire di continuo realtà recenti e progetti di valore, in particolare in aree come la Sicilia. Tuttavia, la riflessione di Gariglio ha toccato anche i punti critici della filiera, a partire dall’urgenza di tutelare la viticoltura di collina e di montagna, spesso la prima a essere abbandonata a causa delle difficoltà di lavorazione, nonostante il suo ruolo cruciale per l’ambiente e il paesaggio. Da qui l’appello a favorire una riduzione delle rese, a rafforzare la ricerca agronomica non brevettabile e a fornire risposte concrete ai produttori colpiti da gelate, siccità e avversità fitosanitarie.

Sulla stessa linea si inserisce l’intervento di Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia, che guardando alla prossima Slow Wine Fair in programma a BolognaFiere dal 21 al 23 febbraio 2027, ha ribadito la necessità di affrontare le contraddizioni attuali con una visione sistemica. Dalle distorsioni di mercato all’abbandono delle terre vocate in favore della pianura, fino alla crisi della ristorazione e allo sfruttamento del lavoro, la sfida futura sarà quella di governare la transizione difendendo i suoli, valorizzando il lavoro umano e riscoprendo la centralità del legame tra terra, produttore e consumatore. Un obiettivo condiviso anche da BolognaFiere, che attraverso le parole di Rossano Bozzi ha sottolineato l’importanza di creare occasioni di incontro e commerciali per far conoscere le eccellenze italiane sui mercati internazionali.

Un momento centrale della mattinata è stato dedicato all’assegnazione dei sette Premi Speciali di Slow Wine 2027, che incarnano i valori fondamentali dell’associazione. Il Premio alla Carriera è andato a Teobaldo Rivella, maestro piemontese che con coerenza ha attraversato oltre sessant’anni di vendemmie restando sempre fedele alla propria idea di viticoltura. La Novità dell’anno ha visto protagonista il pugliese Nicola Siriaco per la sua capacità di reinterpretare il Negroamaro in chiave agile e contemporanea senza snaturare le radici del luogo, mentre il riconoscimento per l’Accoglienza in cantina è andato ai veneti di Ca’ Rugate per aver aperto le porte della propria azienda ad attività didattiche, sociali e museali capaci di coinvolgere migliaia di visitatori ogni anno.

Il premio dedicato al Giovane Vignaiolo è stato consegnato al friulano Nikolas Juretic per l’attenzione sartoriale verso le vigne e per il contributo dato alla rete transfrontaliera Senza Meja. Per l’impegno sociale, il Premio alla Solidarietà è stato assegnato alla cooperativa lombarda Clarabella per il costante lavoro di inclusione e riscatto lavorativo a favore di persone con fragilità psichiatrica. In ambito ecologico, Thomas Niedermayr ha conquistato il Premio per la Viticoltura Sostenibile in Alto Adige grazie al coraggioso utilizzo dei vitigni resistenti e alla tutela della biodiversità, mentre la siciliana Arianna Occhipinti si è aggiudicata il Premio per la Vitalità del Suolo per il costante lavoro di salvaguardia della terra e del paesaggio attorno a Vittoria.

I numeri complessivi della guida confermano la portata straordinaria di questa mappatura: oltre settemila e ottocento vini recensiti su più di duemila schede di cantine, con una forte rappresentanza di aziende biologiche o biodinamiche e un’attenzione crescente verso l’impiego di bottiglie leggere per ridurre le emissioni. A questi si affiancano centinaia di segnalazioni dedicate all’accoglienza, alla ristorazione e ai locali del Bere Slow, oltre a riconoscimenti specifici come Chiocciole, Bottiglie e Top Wine. La giornata si è infine chiusa con il consueto momento di festa e condivisione: un grande banco di assaggio guidato dai sommelier della FISAR, che ha permesso a centinaia di appassionati di degustare oltre mille etichette raccontate direttamente dalle mani di 450 produttori arrivati da ogni angolo d’Italia.

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